mercoledì 2 aprile 2014

ESCLUSIVA THE MONNET POST – INTERVISTA AL PROF. GIUSEPPE PAOLISSO, CANDIDATO AL RETTORATO DELLA S.U.N.

ESCLUSIVA THE MONNET POST – INTERVISTA AL PROF. GIUSEPPE PAOLISSO, CANDIDATO AL RETTORATO DELLA S.U.N.

                 



Professore, innanzitutto cosa l’ha spinta a candidarsi per il Rettorato della Seconda Università degli Studi di Napoli?

Mi ha spinto a candidarmi il desiderio di portare avanti un lavoro che il Professor Rossi ha già svolto egregiamente, un lavoro improntato prevalentemente sulle tematiche del merito e sullo sviluppo del nostro Ateneo.

Secondo lei cosa dovrebbe cambiare in un nuovo rettorato rispetto alla gestione del Professor Rossi?

La gestione del Professor Rossi è stata sicuramente valida, in linea con i suoi principi e modi che conosco da molto tempo essendo stato Preside della Facoltà di Medicina e  avendoci lavorato a stretto contatto. È chiaro che il mio programma è in continuità con il suo operato, che è un operato di valorizzazione dell’Ateneo a livello regionale e nazionale, ma che potrebbe avere delle diversità in relazione al cambio di persone e quindi a modus operandi differenti.

In questi ultimi mesi abbiamo assistito al dibattito tra i vertici della SUN e gli amministratori locali come il Sindaco di Caserta ed il Presidente della Provincia di Caserta sul cambiare o meno la denominazione dell’Ateneo da “Seconda Università degli Studi di Napoli” a “Università di Caserta” o “Università di Terra di Lavoro”. Lei cosa ne pensa?

Io penso che l’Ateneo debba radicarsi profondamente nel territorio casertano, soprattutto a ridosso del completamento del Policlinico di Caserta dove dovranno essere dislocate la maggior parte, se non tutte, delle strutture cliniche universitarie presenti oggi a Napoli. La mia intenzione inoltre è quella di spostare il Rettorato e la Direzione Generale in un unico edificio sempre nel comprensorio casertano. Appare ovvio quindi auspicare ad un cambio di denominazione dell’Ateneo in favore del territorio che ospita la maggior parte dei Dipartimenti , ma starà agli organi collegiali decidere in merito, io mi rifarò non alla mia idea ma alle decisioni del Consiglio D’Amministrazione, del Senato e del Consiglio dei Direttori di Dipartimento che prenderanno in merito.

In riferimento al Policlinico di Caserta da lei precedentemente citato, quali pensa possano essere i termini di completamento della struttura e della sua inaugurazione e se si riuscirà a rispettare i tempi indicati dal Professor Rossi ovvero a cavallo tra il 2016 ed il 2017.

Sul Policlinico si deve considerare che solo la parte strutturale è completa al 75%, mancano ancora gli impianti e, una volta completati, bisognerà acquisire fondi per l’acquisto di attrezzature, mobilio e per pagare eventuali contenziosi aperti con la ditta che precedentemente era incaricata dei lavori, contenziosi di cui non entro nel merito di chi abbia ragione o meno ma che comunque possono incidere pesantemente visto che ci sono in ballo all’incirca 60 milioni di euro. Certo è che il mio obbiettivo primario sarà quello di spingere affinché il Policlinico sia completato nel più breve tempo possibile e con esso siano trasferite tutte le strutture cliniche presenti oggi a Napoli. Non è facile pensare al 2017 come anno di completamento definitivo in quanto in campo edilizio bastano dei lievi mutamenti per allungare i tempi dei lavori, ma sicuramente farò quanto è in mio potere, se dovessi essere eletto, affinché il Policlinico sia ultimato quanto prima possibile in quanto è un obiettivo primario per lo sviluppo dell’intero Ateneo.

Secondo lei cosa si dovrà fare in futuro per invogliare quanto più possibile gli studenti in uscita dalle scuole superiori ad iscriversi alla S.U.N. e orientarli al meglio nella scelta del piano di studi più adatto alle proprie capacità?

Il problema dell’orientamento non è di facile risoluzione, in quanto molto spesso gli stessi studenti sono disorientati sul proprio futuro e si iscrivono all’università come ultima spiaggia senza considerare lo sbocco futuro nel mondo del lavoro. È necessario quindi capire non solo come orientare al meglio nella scelta della facoltà ma anche sui reali collegamenti che questa può avere con il mondo del lavoro. Per questo nel mio programma ho inserito l’istituzione di una sorta di osservatorio sulla didattica che sia in grado non solo di valutare la qualità della didattica, per quello abbiamo già i nuclei di valutazione, ma di capire quanto la nostra offerta formativa possa essere congeniale agli studenti per penetrare nel mondo del lavoro una volta ultimati gli studi.

Purtroppo in Campania solo il 27% degli aventi diritto riesce ad ottenere una borsa di studio, percentuale tra le più basse in Italia. Cosa può fare il nuovo Rettore al fine di ottenere di più?

Bisogna considerare che il Rettore non è una figura politica come il Presidente della Giunta Regionale o l’Assessore all’Università, però certamente il Rettore può interagire con quelli che sono gli organi tecnici della Regione Campania affinché lì dove sono individuati dei risparmi questi poi possano essere poi reinvestiti in attività a favore degli studenti. Ovviamente non si potrà andare da questi organi pretendendo più risorse e basta, bisognerà essere in grado di preparare dei progetti su finalità ben chiare, di concerto con gli altri Atenei Campani in modo da lavorare in maniera coesa al fine di ottenere vantaggi per tutti i ragazzi iscritti alle università campane. Io sono pronto ad investire il mio tempo e le mie conoscenze per proporre delle riflessioni serie al riguardo.

I Poli della Seconda Università degli Studi di Napoli dislocati sul territorio casertano sono spesso delle entità a se stanti senza collegamenti con le città che li ospitano. Lei cosa pensa di fare al riguardo al fine di migliorare la qualità della vita delle migliaia di universitari che popolano i dipartimenti casertani?

Sicuramente il Rettore deve avere l’obbligo, quantomeno morale, di dialogare con gli amministratori del territorio al fine di stabilire una comunione di intenti, da un lato utile per tracciare una migliore visione dell’università ed una maggiore attrattività dei percorsi di studio delle facoltà, soprattutto per quanto riguarda quelli destinati agli studenti lavoratori che devono essere rivisti, dall’altro in modo da creare con gli enti pubblici e con le associazioni presenti sul territorio delle occasioni per gli studenti così come succede in tante altre città in Italia e all’estero.

Nonostante la Seconda Università degli Studi di Napoli risulti spesso, nelle classifiche di qualità degli atenei stilate dal Sole 24 Ore ogni anno, più in alto rispetto ad altri atenei campani come la Federico II o l’Orientale, molte volte veniamo snobbati dagli studenti come se anche il nostro nome ci penalizzasse in qualche modo. Lei cosa pensa si possa fare affinché questo non accada più?


Innanzitutto dobbiamo considerare che il Professor Rossi ha fatto un gradissimo lavoro per dare dignità al nostro ateneo e per portarlo ai massimi livelli in Italia. Sicuramente si può fare di più per divulgare le nostre attività ed i nostri risultati accademici avvalendoci dei media e della stampa, al fine di promuovere la nostra immagine. Questo è proprio quello che ci differenzia ancora dagli altri atenei napoletani e campani in generale, non la qualità del nostro operato ma la comunicazione della qualità del nostro operato. Migliorando questo sicuramente migliorerà la nostra reputazione e la nostra immagine che hanno di noi gli studenti.

Raffaele Ausiello



P.S: Rimaniamo a disposizione anche degli altri candidati al Rettorato della S.U.N. che ad oggi ancora non ci hanno dato risposta in merito al nostro invito per un'intervista.

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