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lunedì 9 giugno 2014

Al via la quarta edizione della Summer School “Giornate d'Europa”. Dibattiti, incontri e tanto divertimento.

Al via la quarta edizione della Summer School “Giornate d'Europa”. Dibattiti, incontri e tanto divertimento.


Aieta, Calabria, a due passi da Praja, dal mare e dal sole, potrebbe essere una bella località vacanziera, no? Ed invece ogni anno da ormai quattro, universitari e docenti da tutta l’Italia la fanno trasformare per sette giorni nella “culla della cultura europeista”.
L’Associazione “Centro Rinascimento” con il suo presidente, il dott. Gennaro Cosentino, ha creato qualcosa di unico, che unisce in se l’esperienza di validi e stimati docenti del panorama italiano, con un supporto staff di prim’ordine e una location d’incanto..
Per il primo anno il nostro Dipartimento “scende in campo” con un partenariato con questa splendida iniziativa, che permette a chiunque sia interessato a partecipare, non solo di godere dei benefici che tale Summer School può dare a priori, ma inoltre da la possibilità a noi studenti di avere il riconoscimento di CFU, quale migliore incentivo?
La Summer School “Giornate D’Europa” è ormai una certezza ben consolidata nel panorama culturale ed universitario Italiano, grazie ad un offerta ampia e dai molteplici aspetti, in primis le lezioni che percorrono tutta la settimana e che di anno in anno si incentrano sull’Europa e le sue poliedriche sfaccettature, lezioni che vengono impartite da docenti che provengono da tutto il territorio, e hanno dato modo di avere a disposizione degli studenti un bagaglio di conoscenza ampio e intenso, nomi come Paolo Garonna, Guerino D’Ignazio, Giuseppe De Bartolo, Alberto Ventura, e ancora; Nicola Neri, Mario Bozzo, Daniela Piana sono solo alcuni dei docenti che hanno arricchito il “pacchetto” messo a disposizione di chi ha avuto la fortuna di partecipare a questa settimana di istruzione si, ma non si pensi alla classica lezione universitaria.
La possibilità inoltre durante tale settimana di seguire un ciclo di seminari sui famosi “FESR” rende in pratica l’utile usufrutto di sapere e comprendere cosa siano questi fantomatici fondi, e come questi possano essere usati, elemento importante per chi come noi studenti uscendo dall’università ha l’impellente necessità di costruirsi un proprio “futuro” .
Un ambiente vivace, stimolante, fresco, docenti che nonostante i nomi altisonanti si pongono a livello di ogni ragazzo, dialoghi, dibattiti, tutto questo è un fondamentale ingrediente che ha reso la Summer School “Giornate D’Europa” ciò che è ora.
Non dimentichiamo poi l’aspetto “Ludico”, escursioni in barca, serate musicali e di festa, buffet, e convivialità per i precedenti tre anni l’hanno fatta da padrone in un clima si intellettuale ma al contempo disteso e piacevole.
Ebbene quest’anno nella quarta edizione di quest’iniziativa il tema sarà "Europe State of Mind - L’Europa tra Concetto, Percezione e Crisi di Rappresentanza" e avrà luogo appunto ad Aieta, fra il 24 e il 30 Luglio.
Cosa è possibile dire oltre tutto ciò? È esperienza personale la mia, quella di chi da quattro anni partecipa a questa iniziativa, mi ha coinvolto fin dal primo momento, e la consiglio pienamente a chi voglia fare un esperienza produttiva, istruttiva e valida nel nostro campo di studi.
I tempi stringono ormai, il bando è attivo e scadrà il 20.06.14 … AFFRETTATEVI!

Federica Fusco

Summer School "GIORNATE D'EUROPA" - IV Edizione // 24-30 luglio 2014

Bando

Domanda di ammissione




venerdì 9 maggio 2014

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA FAMIGLIA 15 MAGGIO 2014

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA FAMIGLIA 
15 MAGGIO 2014 
Di Caterina Corsica 

UNA BUONA COMUNICAZIONE IN FAMIGLIA: UTOPIA O ESPERIENZA VIVIBILE? 
RIEDUCARE LA FAMIGLIA E LA SCUOLA AL DIALOGO CON I GIOVANI 

Il 2014 è stato proclamato dall’ONU Anno Internazionale della Famiglia scegliendo proprio il 15 Maggio per la Giornata Internazionale della Famiglia. Grande spazio verrà dato alle scuole attraverso l’attuazione di attività didattiche specifiche, legate alle peculiari tradizioni delle diverse aree territoriali del Paese col fine di promuovere tra i più giovani i valori della famiglia. I giovani hanno bisogno di genitori che li ascoltino veramente , di genitori che trasmettono valori e regole e di una scuola che li aiuti nella loro sana crescita . Spesso, i giovani risultano essere insicuri nei loro rapporti, vittime di fragilità, che li spingono a vivere in un mondo virtuale fatto di Facebook, Internet etc, distaccato dalla realtà vera: questo può essere molto pericoloso. C’è bisogno, allora, di porre la nostra attenzione  e riflettere sull’importanza del dialogo con i giovani e  la comunicazione familiare. 
Per questi motivi, il CAM Telefono Azzurro si farà promotore di una giornata di studio sul tema per farsi trade union tra i giovani e la società familiare e culturale a cui appartengono dando loro la possibilità di esprimere le emozioni più nascoste con l’aiuto ed il confronto con professionisti esperti attraverso il Convegno “Una buona comunicazione in famiglia: utopia o esperienza vivibile? Rieducare la famiglia e la scuola al dialogo con i giovani” che si terrà presso l’Istituto Salesiano, Via Roma, 73, alle ore 15:00, giovedì 15 Maggio 2014. Apriranno il Convegno i saluti del Direttore dell’Istituto Salesiano di Caserta, del Presidente Associazione ex allievi Caserta – Avv. Narcisio Biagio, del Presidente CAM Telefono Azzurro, del Sindaco di Caserta Dott. Del Gaudio Pio, del Presidente della Cooperativa sociale L’Isola di ArturoArch. Saccone Roberto e del Dipartimento della Famiglia Johnson & Johnson. Interverranno sul tema: l’Avv. Anna Sessa – avvocato Cam Telefono Azzurro; la Dott.ssa Imma Marra – psicologa- psicoterapeuta cognitivo comportamentale; la Dott.ssa Caterina Corsica – Componente Comitato Provinciale Patronato Anmil; l’Avv. di Mauro Anna – mediatrice familiare; la Dott.ssa Toscano Maddalena -Presidente associazione Stiamo Insiemela Dott.ssa Veneroso Angela Presidente Aspic Caserta e l’Avv. Barca Giovanna – Presidente C.A.M. – Centro Aiuto Minori, Telefono Azzurro- Sezione di Caserta. 


mercoledì 9 aprile 2014

Nasce a Caserta il PALAZZO della SOLIDARIETA’.

Nasce a Caserta il PALAZZO della SOLIDARIETA’.

È attivo a Caserta, presso i locali dell’ex biblioteca comunale di Via Roma, il progetto PALAZZO della SOLIDARIETA’, nato dall’esperienza del PRANZO per i POVERI, ormai giunto alla IV edizione, organizzato da un gruppo di volontari guidato da Don Giovanni Gionti, rettore del Santuario di S. Anna e della Parrocchia dei S.S. 
Sebastiano ed Enrico.

Il PALAZZO della SOLIDARIETA’ vuole essere un punto di riferimento di vicinanza ai bisognosi, solidarietà ai fratelli in difficoltà, senza distinzione di razza, religione, appartenenza etnica, presso il quale sarà possibile organizzare tutte quelle attività volte al sostegno di chi, quotidianamente, non riesce a soddisfare i bisogni primari per sé stesso e per la propria famiglia.
Il progetto vede coinvolti in primo piano personaggi di spicco e di buona volontà della città di Caserta, tra i quali figura ROSANNA MARZIALE, chef stellato, che da tempo mette a disposizione la propria opera a favore dei bisognosi.
Caserta città di pace, ma soprattutto di generosità.

Francesca Mastrogiacomo



giovedì 3 aprile 2014

Le Uova di Pasqua dell’Ail

Le Uova di Pasqua dell’Ail

Nei giorni 4, 5 e 6 aprile 2014 ritornano in 4.000 piazze italiane le uova della Ricerca.

Giunta alla XXI edizione, la manifestazione Uova di Pasqua AIL è sempre posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica: dodici anni di grande impegno che hanno permesso di raccogliere significativi fondi destinati al sostegno di importanti progetti di Ricerca e Assistenza ed in più, si è contribuito a far conoscere i progressi della ricerca scientifica nel campo delle malattie del sangue. I rilevanti risultati negli studi e le terapie sempre più efficaci e mirate, compreso il trapianto di cellule staminali, hanno determinato un grande miglioramento nella diagnosi e nella cura dei pazienti affetti da malattie del sangue. Nonostante ciò, è tuttavia fondamentale continuare su questa strada per raggiungere ulteriori obiettivi e rendere leucemie, linfomi e il mieloma sempre più guaribili.
L’AIL - Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mielomapromuove e sostiene la ricerca scientifica per migliorare la qualità della vita dei malati e dei loro familiari e sensibilizzare l’opinione pubblica alla lotta contro le malattie del sangue.Pone al centro della sua attività il malato nel totale rispetto della persona e della dignità umana affiancandolo nel lungo e spesso sofferto percorso della malattia, ne sostiene la famiglia e le persone a lui care.
L’organizzazione dell’AIL si basasul principio che i fondi siano spesi, là dove sono raccolti, nel più limpido dei modi, per gli obiettivi proposti: ricerca scientifica, assistenza sanitaria, formazione del personale.I fondi raccolti dall’AIL permettono alla Ricerca di evolversi, fanno sì che i pazienti e i loro familiari abbiano l’adeguata accoglienza e consentono la formazione di tutte le figure fondamentali che ruotano intorno alla malattia. L’aspetto che, però, trae il maggior beneficio è quello umano. Tenere viva la speranza in tutte le persone che credono di non avere un futuro è il gesto più nobile e il regalo più grande che si possa fare.
A Pasqua finalmente, arriva un'altra buona occasione per sostenere la lotta contro le Leucemie e per continuare a far sì che la Ricerca compia ancora progressi. I fondi raccolti saranno impiegati per:
v sostenere la Ricerca Scientifica;
v finanziare il GRUPPO GIMEMA;
v realizzare "Case Alloggio AIL";
v supportare il funzionamento dei Centri di Ematologia e di Trapianto di cellule staminali e sostenere i laboratori per la diagnosi e per la ricerca;
v promuovere la formazione e l'aggiornamento professionale di medici, biologi, infermieri e tecnici di laboratorio.
Come sempre, determinante sarà il contributo dei migliaia di volontari che rappresentano per l’AIL un prezioso patrimonio, l’efficace opera delle 82 Sezioni provinciali e l’aiuto di tutti gli organi di informazione che danno voce alla manifestazione.Nella scorsa edizione dell’iniziativa Uova di Pasqua AIL sono state distribuite 558.914 uova in 4.262 piazze italiane. Grazie alla generosità dei sostenitori dell’Associazione, all’insostituibile opera dei volontari e al sostegno degli organi di informazione, è stato possibile raccogliere 6.771.974 euro.

Per conoscere quali sono le 4.000 piazze con le Uova di Pasqua solidali dell’AIL si può chiamare il numero 06/70386013 o visitare il sito www.ail.it.

Per donazioni:  c/c postale AIL n. 873000.

Caterina Corsica


giovedì 6 marzo 2014

STALKING ED IDENTITÀ RUBATE

STALKING ED IDENTITÀ RUBATE
Intervista all’Avvocato Carmela Puzzo


Palermo – Oggi con l’avv. Puzzo, autrice del testo “Stalking e casi di atti persecutori”, ci occupiamo di un fenomeno subdolo che conta centinaia di vittime.
D. Può dare una definizione di stalking?
R. Intanto io muoverei dal significato di questa parola tanto usata ed a volte abusata. To Stalk significa braccare, fare la posta. È un verbo che si usa nel linguaggio della caccia.
Quanto alla definizione io darei quella fornita dal legislatore ossia commette stalking chiunque, con condotte reiterata, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

D. Quali sono le caratteristiche che contraddistinguono uno stalker?
R. In genere lo stalker  è una persona (donna o uomo) che pone in essere comportamenti ossessivi, possessivi e intrusivi nei confronti di un’altra persona (vittima) che non accetta tali comportamenti.
La dottrina psicologica - che ha analizzato il fenomeno prima che venisse analizzato sotto il profilo giuridico – distingue lo stalker emozionale (la vittima è una persona con la quale lo stalker ha avuto una relazione sentimentale) lo star stalker (la vittima è una star) lo stalker condominiale (la vittima è un condomino).
D. Quali sono gli effetti suscitati nella vittima di stalking?
R. Nella vittima si incute uno stato di ansia e di paura. La casistica denota come in linea generale la vittima di stalking perde la serenità, cambia abitudini di vita.

D.Le denunce a livello nazionale sono quintuplicate in un anno. “Denunciate – è l’invito della Postale alle vittime – ma fatelo subito. Troppi vengono da noi solo quando sono ormai stremati da mesi di molestie, quando si rendono conto che da soli non possono far fronte al furto di identità e alle diffamazioni che in rete si diffondono a macchia d’olio”. Cosa ne pensa?
R.  E’ chiaro che bisogna rivolgersi alle forze dell’ordine e denunciare episodi molesti, ma mi rendo conto che non sempre è così semplice per diversi motivi. Nella maggior parte dei casi la vittima subisce il fenomeno senza sapere di cosa si tratta. Altre volte ha paura e non ne parla.

D.Dunque secondo il suo punto di vista non sempre la vittima comprende che si tratta di stalking?
R. Nella maggior parte dei casi. Ahimè vi è molta disinformazione sul fenomeno e si sconosce la natura


D.Tra i temi trattati nella sua seconda edizione del libro  viene affrontato il cosiddetto Cyber Stalking. Di cosa si tratta?
R. Si tratta dello stalking perpetrato ai danni della vittima a mezzo di strumenti tecnologici quali il cellulare, il p.c. i social network le chat lines.

D. Come devono affrontare i genitori il cyber stalking subito dai figli?
R. Intanto io farei una precisazione. Non sempre i genitori conoscono il fenomeno ed i ragazzi sono nella maggior parte dei casi vittime inconsapevoli di cyber stalking nel senso che subiscono atti persecutori su facebook, o sul web in generale. Basti pensare che spesso vengono pubblicati video su you tube che rappresentano minori che compiono atti sessuali o che subiscono atti di bullismo.
In ogni caso qualora un figlio rappresenta fatti di questo genere a mio avviso un genitore deve sapere ascoltare e rivolgersi a persone competenti che possono fornire indicazioni utili: un legale, uno psicologo e se sussistano i presupposti del reato denunciare il fatto alle forze dell’ordine.

D. Ad oggi esiste una lacuna normativa per il fenomeno di stalking?
R. Assolutamente no. Dal 2009 è stato introdotto nel codice penale il reato di atti persecutori (art. 612-bis c.p.) che punisce le condotte di stalking.

Grazie Avvocato ed auguri per il suo futuro!!! 

Caterina Corsica


venerdì 28 febbraio 2014

Dalla obiezione di coscienza alla nascita del Servizio Civile Nazionale

 Dalla obiezione di coscienza alla nascita del Servizio Civile Nazionale

Dall’Unità d’Italia fino alla  Seconda Guerra Mondiale, i casi di obiezione di coscienza appaiono più unici che rari. Troviamo il caso di Luigi Luè di S. Colombano al Lambro giovane Milanese, di professione zoccolaio che nel 1917 si rifiutò di combattere al fronte e fu condannato a sette anni di reclusione. Come lui anche Giovanni Gagliardi, giovane  Piacentino prima Ateo poi convertito alla religione Cristiana Evangelica, reclusione ed internamento in manicomio, e poi il caso di Remigio Cuminetti, testimone di Geova, che si rifiutò di portare le stelle sulla divisa e di andare al fronte, fu anch'egli imprigionato ed internato in  manicomio. Nel 1940, ancora vigente il regime fascista, 26 Testimoni di Geova furono processati e condannati perché rifiutarono l'obbligo militare.
Solo dopo ulteriori casi di obiezione , si iniziano a formare i primi "piccoli"  movimenti non armati e non violenti. Cosi piccoli che non ebbero un gran rilievo nella lotta non armata e non violenta.
I primi due casi di Obiezione di Coscienza nell'Italia del dopoguerra che si verificano durante la discussione e  l'approvazione della Costituzione, sono quelli di Rodrigo Castiello pentecostale, ed Enrico Ceroni testimone di Geova.Entrambi obiettori di coscienza di matrice religiosa, Castiello  in seguito fu prosciolto grazie all’amnistia mentre Ceroni dopo aver svolto regolarmente diversi compiti al Centro di addestramento, si rifiutò di scrivere “la bandiera è sacra”, sostituendo la frase con “secondo la Sacra Scrittura nessuna bandiera è sacra”, rifiutando le stelle sulla divisa, ebbe una reclusione di  cinque mesi e venti giorni.
Intanto Aldo Capitini  filosofo,politico,antifascista ed educatore perugino, chiamato il  "Gandhi Italiano", iniziò ad agitare le acque con il "pensiero non violento" attraverso il Movimento di Religione da lui fondato insieme a  Ferdinando Tartaglia. Capitini divide l'Italia in due, con il movimento organizza una serie di convegni divulgando azioni non violente e promuovendo l' obiezione di coscienza. Fu cosi che nell'estate del 1948 in un articolo  intitolato "L'opposizione alla guerra" propose di  “sollecitare una legge per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza”, e di “mettere allo studio l’istituzione di un servizio civile di lavoro a fianco del servizio militare per cui i giovani chiamati possano scegliere”.
Con l'avvento della Repubblica e con l'approvazione della Costituzione Italiana nel 1947 entrata in vigore poi nel 1948, inizia il dibattito sull'articolo 11 che sancisce: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali" e sull'articolo  52  il quale sancisce  che  "La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino. Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l'esercizio dei diritti politici."
I due articoli sono tra di loro discordanti per il semplice fatto che l'art. 11 afferma che “L'Italia ripudia la guerra” ma con l'art. 52 “Il cittadino è costretto ad indossare la divisa e a non poter obiettare”. Questo però non basta.
Il giovane ferrarese Pietro Pinna impiegato di banca, alla fine del 1948  fu chiamato alle armi, ma essendo diventato antimilitarista  ed influenzato dal pensiero di Aldo Capitini (al quale partecipa ad un convegno a Ferrara, decise di rifiutare di prestare il servizio militare),rifiuta la divisa venendo processato per disobbedianza dal tribunale militare di Torino nell'agosto del  1949 con condanna a 10 mesi di detensione.
Pietro Pinna è il primo caso  di obiezione di coscienza e diventa il primo caso di processo penale per il rifiuto della divisa, dopo l'entrata in vigore della Costituzione. In seguito subisce  altri processi, un'altra condanna a  8 mesi di reclusione , fino al definitivo congedo per una presunta "nevrosi cardiaca".  In seguito divenne uno dei più stretti collaboratori di Capitini.
Intanto Di Vittorio leader della CGIL, inaugura forme originali di lotta non violenta quali lo "Sciopero alla rovescia" consistente nel lavorare per opere di pubblica necessità e nel chiedere di ottenere il pagamento. L'azione  viene intrapresa da disoccupati e operai, ed inoltre  dai contadini che marciano sulle terre incolte dei latifondi , picchettano i terreni per indicarne la presa di possesso e cominciano ad ararle e a seminarle. Il governo a guida DC, invece di attuare la Costituzione, si attiva per la difesa delle proprietà dei latifondisti e manda i carabinieri che in varie occasioni sparano sui contadini. Lo "sciopero alla rovescia" al momento non funziona.
Nel 1949 viene presentato il primo progetto di legge per il riconoscimento giuridico dell’obiezione, a firma del Deputato Calosso (PSI) ripreso poi nel 57' e 62' da  Giordani (DC), entrambi i progetti però non vanno in porto.
Dopo l'arresto di Pinna, Capitini promuove molte attività per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza, convocando a Roma nel 1950 il primo convegno italiano sul tema dell'obiezione e nel 1952 fonda il primo Centro per la nonviolenza. Nel 1950 Elevoine Santi, studente di architettura, viene arrestato per obiezione di coscienza. Egli si sacrifica volutamente ritenendo che la presenza di un obiettore in carcere potesse aiutare l'approvazione di una legge sull'obiezione di coscienza. Ma una legge "reale e consistente" è ancora lontana. Nel 1954 Franco Alasia, un operaio di una fabbrica milanese, si rifiuta di fresare un coperchietto per strumenti bellici, pagando con il licenziamento l'affermazione della propria coscienza. Dagli anni 50 ai 60 molti altri giovani si dichiararono obiettori di coscienza soprattutto per motivi religiosi e  finalmente anche  alcuni cattolici presero posizione sul tema.
Nel 1955 Don Primo Mazzalari scrive il libro “Tu non uccidere”, l'opera composta da 112 pagine racconta non solo come la religione cristiana attraverso le sacre scritture, usa il divieto delle armi e quindi l'obiezione alla  guerra, ma anche riflessioni e punti cardini della politica di quei tempi:”La non-violenza non va confusa con la non-resistenza”.
Nel 1956 Danilo Dolci organizza un nuovo "sciopero alla rovescia" insieme a centinaia di disoccupati siciliani per riattivare una trazzera intransitabile. Due anni più tardi la tecnica viene adottata da tremila braccianti a Enna per iniziare la costruzione di una diga. Questa volta lo “sciopero alla rovescia” finalmente inizia a produrre i primi frutti.
Tra il 1946 e il 1959 ci furono 179 giovani Testimoni di Geova che rifiutarono di indossare la divisa militare. Nel 1961 Capitini e Pinna organizzano la prima Marcia per la Pace nel 1961 con un corteo nonviolento che si snoda per le strade che da Perugia portano verso Assisi, una marcia tuttora proposta con cadenza annuale dalle associazioni e dai movimenti per rivendicare i valori di pace e nonviolenza. In questa occasione viene per la prima volta utilizzata la Bandiera della Pace, simbolo dell'opposizione nonviolenta a tutte le guerre.
Nel novembre 1961 l'allora Sindaco di Firenze, Giorgio La Pira, autorizzò la proiezione del film "Non uccidere" del regista francese Claude Autant-Lara. Il film narrava di un giovane francese che si rifiutò di indossare la divisa militare perché cattolico. Poiché il film esaltava la figura di un giovane obiettore, la commissione ministeriale sulla censura vi aveva rintracciato il reato di istigazione a delinquere e lo escluse dalle sale cinematografiche. Tale censura suscitò l'indignazione dell'ora deputato Sandro Pertini  e di altri socialisti, il quale presentarono un'interrogazione parlamentare. Ma il sindaco La Pira proiettò il film anche se censurato invitando tutti a visionarlo. Ma non fu solo l'Italia a censurare quel film, anche la Francia e a seguito altre Nazioni ne vietarono la riproduzione. Addirittura il regista fu costretto a girare tutto l'intero film in Jugoslavia, perché nessuno voleva autorizzarne le riprese. Un semplice film diventa rapidamente un caso  internazionale. La Francia dopo un lungo  dibattito suscitato proprio dalla pellicola, approva una legge che riconosce l'obiezione di coscienza. In questo modo la Francia diventa il primo paese in Europa ad avere questo tipo di legislazione.
Nel 1962 Giuseppe Gozzini e Padre Ernesto Balducci si schierarono apertamente a favore dell'obiezione di coscienza per motivi religiosi. Due anni dopo sarà don Lorenzo Milani a prendere le difese degli Obiettori di Coscienza. Gozzini venne processato e condannato, Balducci e Milano furono processati per apologia di reato ma poi assolti. Sono i primi  due  casi di ecclesiastici  che si battono per gli obiettori.

Nel 1968 un terribile terremoto distrugge la valle del Belice in Sicilia. I terremotati presiedono  Montecitorio. Il Parlamento approva in tempi brevi una legge sulla ricostruzione, legge che però non viene applicata e gli abitanti del Belice avviano alcune forme di disobbedienza civile, fra cui il rifiuto del servizio di leva. Disobbedienza che verrà poi accettata tant'è che vengono esonerati dal servizio militare per potersi dedicare alla ricostruzione dei paesi distrutti.
Nel 1969 si costituisce la Lega per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza (a cui aderirono numerosi gruppi e movimenti nonviolenti, organismi religiosi, le ACLI ed esponenti qualificati di partiti di sinistra e di centro).
Arrivano gli anni 70 e in Italia iniziano i cosiddetti "Anni di piombo ". Nonostante le lotte, le stragi, le guerre al fronte, gli obiettori di coscienza non solo crescono considerevolmente, ma inizia il sistema di  raggruppamento, ovvero si iniziarono a fare obiezioni collettive e non più singole, e non più per motivi religiosi ma per motivi politici. Sono anni di estrema tensione, tutti i movimenti ed associazioni si uniscono per essere “liberi”. Ci sono voluti più di un milione di obiettori processati davanti ai tribunali militari per resistenza alla leva, per diserzione e per altri reati connessi ad esso tra casi religiosi e casi politici, più di 150 condanne definitive per arrivare finalmente, nel  1972  ad approvare la prima legge in materia di obiezione di coscienza, legge n.772. proposta da  Anderlini  insieme ai colleghi democristiani Giovanni Marcora e Carlo Fracanzani che dava il diritto all'obiezione e al servizio civile sostitutivo per motivi morali, religiosi e filosofici. La legge n. 772 permise agli obiettori di scegliere il servizio civile sostitutivo obbligatorio, di durata di 8 mesi superiore alla durata del servizio che si sarebbe dovuto svolgere (all'epoca 15 mesi per l'esercito, ridottisi successivamente a 12 ed infine a 10 nel 1997, 22 per la Marina Militare, ridottisi poi a 18). Solo nel 1977 furono emanate, con Decreto del presidente della Repubblica ,le norme di attuazione della Legge 772. Nasce cosi il servizio civile.
Nel 1973 per iniziativa del Partito Radicale  viene fondata la Lega degli obiettori di coscienza (LOC), sostenuta da Pietro Pinna divenuto fondatore con Aldo Capitini del Movimento Nonviolento, del Senatore Luigi Anderlini e da Giorgio Peyrot, esponente del Movimento Internazionale della Riconciliazione (MIR) che  iniziò la campagna nazionale della LOC (Lega Obiettori di Coscienza), che invitava a restituire i congedi al Presidente della Repubblica per protestare contro la corsa agli armamenti.
Mentre il Parlamento non riesce ad approvare la nuova riforma della legge n. 772, la Corte Costituzionale cambia scenari, e intercede su di essa per ben otto volte, tra il 1985 e il 1997, con altrettante sentenze per dichiarare l’incostituzionalità  di quella legge.
Le tre sentenze più significative sono:
-         La prima sentenza riconosce la pari dignità tra il servizio militare e il servizio civile: entrambi i servizi, sono modi diversi per soddisfare il dovere di difesa della patria
-         La seconda sentenza , sancisce che l’obiettore in servizio civile non è assoggettabile alla giurisdizione militare, bensì a quella ordinaria, in quanto l’obiettore ammesso al servizio civile perde lo status di militare.
-         La terza sentenza  dichiarò incostituzionale il principio secondo il quale gli obiettori di coscienza devono prestare un servizio sostitutivo civile più lungo di otto mesi rispetto al periodo del servizio militare. Grazie a questa sentenza il servizio civile dura quanto il servizio militare, cioè 12 mesi (dagli inizi del 1997, 10 mesi).

Il 1 febbraio del 1992 il Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, rinvia la legge alle Camere accompagnandola con un lungo messaggio nel quale spiega i motivi per cui non promulga la legge e, il giorno dopo, scioglie il Parlamento. Ci sono voluti così altri sei anni perché la riforma della 772/72 divenisse legge, difatti,nel 1998 con la legge  n. 230, abrogando la precedente legge n. 772, si riconobbe compiutamente per la prima volta il diritto all'obiezione di coscienza.
L'obiezione diventa un diritto del cittadino e non una concessione dello Stato.
Nel 1995 la riforma della Legge n.230  venne approvata dal Senato, ma non dalla Camera dei Deputati. La riforma si blocca nuovamente e la gestione del Servizio Civile  continuò in modo approssimativo.
Solo alla fine del 1999,  viene emanato il regolamento di organizzazione dell’Ufficio Nazionale Servizio Civile, mentre a luglio dello stesso anno il ministero della Difesa blocca le assegnazioni di nuovi obiettori per mancanza di fondi e il governo è costretto a settembre a stanziare d’urgenza nuove risorse. Dopo quasi un anno di iter, nel 2000 il Parlamento approva la legge n. 331 che reca “Norme per l’istituzione del servizio militare professionale”, stabilendo la fine della leva obbligatoria a partire dal 2007. Nel frattempo, il Parlamento discute un altro disegno di legge collegato con la sospensione della leva militare e che approva definitivamente agli inizi del 2001 dove si può rifiutare la leva per motivi di studio. Il 20 dicembre 2001 si apre una nuova pagina del servizio civile in Italia. Il servizio civile  apre le porte  anche alle ragazze. Dal 1 gennaio 2005 il servizio civile diventa  volontario,viene esteso ai ragazzi e alle ragazze di età compresa tra i 18 e i 28 anni . Con il 2005 inizia a pieno regime la storia del Servizio Civile Nazionale.


Don Lorenzo Milani: "L'obbedienza non è più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni."

Marianna Tescione



giovedì 6 febbraio 2014

ANMIL: Quando la disabilità apre nuovi orizzonti

ANMIL
Quando la disabilità apre nuovi orizzonti



Cos’è l’ANMIL e qual è la sua missione ?
L’ANMIL fu fondata a Milano nel 1933, ma a causa delle leggi fasciste subì uno scioglimento e di conseguenza con la caduta del regime dittatoriale fu rifondata a Roma nel 1943.  Da quasi 70 anni opera in Italia con personalità giuridica riconosciuta ed è stata eretta come ente morale. Diventa   ente pubblico, posto sotto la vigilanza del Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale e retta da uno statuto approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 febbraio 1961, n.127, su proposta del Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale di concerto con il Ministro dell'Economia e delle finanze.Nel 1982, la Sezione controllo enti della Corte dei conti le riconosce l'attività di rappresentanza e tutela delle categorie e dal 2003 diventa ANMIL Onlus. E’ soprattutto un'Associazione al servizio di tutti gli italiani per contribuire a creare la mentalità giusta affinché i valori del lavoro, in generale, siano al primo posto dell'agenda quotidiana della politica, della scienza, della cultura, della medicina e di tutte le nostre attività di ogni giorno. Del resto il significato del lavoro è tra quelli che la Costituzione collega direttamente alla nostra democrazia, fondando su di esso questa nostra Repubblica: esiste una dimensione etica irrinunciabile per tutti gli italiani, che deriva e procede da un lavoro onesto, dignitoso e sicuro, senza rischi per la salute e per la vita stessa.Nell’attuale contesto economico e sociale, derivante da una crisi economica e politica che perdura ormai da alcuni anni, l’ANMIL assume un ruolo di difesa nei confronti di un sistema di Welfare che sembra essere oggi sotto attaccoper valutare gli effetti dei futuri provvedimenti sul sistema di tutela degli invalidi del lavoro ed individuare possibili spazi di intervento sulle tematiche classiche della piattaforma rivendicativa ANMIL.

Cosa rivendica l’ANMIL?
Tra le tante battaglie rivendica:
ü La definitiva abolizione del divieto di cumulo tra le prestazioni liquidate dall’INPS a seguito di infortunio o malattia professionale e la rendita INAIL che ha per oggetto lo stesso evento invalidante, fino a concorrenza della rendita stessa.      
ü Il recupero nell’ambito del sistema generale dell’adeguamento Istat del valore punto del danno biologico.
ü La necessità di una riflessione sull’inadeguatezza della normativa in tema di assistenza personale continuativa.
ü La polarizzazione delle battaglie per la tutela della specificità degli invalidi del lavoro su sanità e riabilitazione di vita in modo che essi possano averle in modo “privilegiato” per le conseguenze dirette, averle e averle comunque gratis od a costi congrui a carico dell’assicurazione pubblica anche per la tutela dello stato di salute generale comunque compromesso dalla disabilità.
ü L’inserimento nel Testo Unico Infortuni dell’assistenza psicologica per chi è vittima di un incidente sul lavoro, come parte integrante del complesso delle prestazioni sanitarie garantite agli infortunati.
ü Il superamento di alcune criticità manifestate dalla legge 68/1999 in tema dicollocamento mirato, tra cui ilgrado minimo di invalidità che dà titolo alla iscrizione nelle liste di collocamento mirato, grado che è rimasto immodificato dopo la riforma del decreto 38 del 2000 e della doppia valutazione che ancora viene richiesta all’infortunato per accedere alle prestazioni economiche da un lato e all’iscrizione nelle liste protette dall’altro.
ü Lo sblocco dei Fondi previsti all’art. 4 comma 6 della legge 68/99, finalizzati in parte alla riqualificazione professionale degli invalidi del lavoro, attualmente giacenti presso il Ministero dell’Economia che non ha mai provveduto alla suddivisione sulle Regioni.
ü Con riferimento alle particolari esigenze della categoria dei grandi invalidi, la realizzazione di servizi garantiti per quanto riguarda le esigenze di: cure sanitarie, rieducative e palliative; fornitura di protesi ed interventi per il superamento delle barriere architettoniche; assistenza domiciliare con integrato apporto al ruolo delle famiglie; sostegno psicologico, sociale e professionale.
ü Il complessivo adeguamento della tutela per i rischi professionali delle donne lavoratrici alle specificità di genere.

Quando la disabilità apre nuovi orizzonti. Bruno Ventura, invalido sul lavoro e la sua carica nell’ANMIL.

Nel settembre 2010 il Presidente provinciale dell’ANMIL di Caserta, Saverio Cantile, coadiuvato dal Consigliere provinciale Luigi Capoluogo, dal Responsabile di Caserta Gabriele Vincenti e dalla dipendente Rosa Piccirillo, hanno proclamato all’unanimità, Bruno Ventura, un giovane invalido del lavoro di Piedimonte Matese, Responsabile della Delegazione ANMIL “Alto Casertano”,necessario punto di riferimento per i tanti associati dei comuni di Piedimonte Matese, Alife, Alvignano, Baia e Latina, Castel del Matese, Gioia Sannitica, Prata Sannita, Pratella, Raviscanina, S.Gregorio Matese, S.Potito Sannitico e S.Angelo d’Alife. Dal 25 gennaio c.a., Bruno Ventura, ricopre anche il ruolo di Consigliere provinciale della sede di Caserta e Delegato al Congresso nazionale che si terrà in Sardegna il prossimo mese di marzo per rinnovare le cariche, come da statuto dell’associazione a livello nazionale e nella sua cittadina ricopre un ruolo di vice Presidente della Consulta del sociale, una branca associativa che raggruppa varie associazioni iscritte all’albo del comune.  

Caterina Corsica