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sabato 11 maggio 2013

Mobilità sostenibile: BlaBlaCar, come viaggiare a prezzi ridotti!







I confini del mondo si sono allargati ma le distanze si sono accorciate. Oggi Milano è più vicina a Napoli di quanto non fosse vent’anni fa, anche New York sembra più vicina. Insomma, La “Grande mela” è un sogno che non ha bisogno di essere riposto nel cassetto. E questo perché?

Oggi è molto più semplice ed economico viaggiare rispetto a un tempo.  Aerei molto più sicuri, tariffe dei voli sempre più accessibili e treni ad alta velocità che di questo passo, nel giro di pochi anni, saranno più veloci degli aereomobili.

E per questo, sempre più persone, ogni giorno, si spostano.  Lavoro, studio e piacere … i motivi che spingono  migliaia di persone a staccare il biglietto per raggiungere la propria destinazione. Si sa però che viaggiare in economy ha pro e contro. Tra questi ultimi vediamo: partenze ad orari scomodi, ritardi ecc.

Ma un giovane italo- tedesco, Olivier Bremer, studente di Scienze Politiche, nel 2007 ha avuto un'idea geniale.  Per raggiungere l’ Università il biglietto del treno costava troppo e lui, come il 90 % dei suoi amici, non possedendo un’automobile, ha creato BlaBlacCar. Un progetto di car riding ,che servendosi di un network, crea una rete virtuale di pendolari e conducenti occasionali che mettono a disposizione posti auto.  L’idea alla base di BlaBlaCar è semplice: un conducente offre online un passaggio, indicando data, ora,luogo di partenza e prezzo. I passeggeri, invece, possono con un motore di ricerca vedere l’elenco di passaggi disponibili e, una volta scelta la loro opzione, entrare in contatto con il conducente tramite il sito o telefonando direttamente, ma sempre con la garanzia di affidabilità e mantenendo la privacy necessaria.

I passeggeri hanno anche la facoltà di scegliere conducenti fumatori o meno, molto loquaci o più silenziosi, grazie alle informazioni che ciascun conducente deve specificare nell'annuncio in cui offre il passaggio. Per il sesso femminile, più restio a condividere la propria auto con degli sconosciuti , è nato il viaggio rosa. Un viaggio , con autista donna e passeggeri donna.

Prezzi ridotti e soprattutto eventuali collegamenti anche con città non servite da una rete di trasporti pubblici. Questa pratica ,che abbraccia i giovani di tutta Europa,ha due immediati risvolti concreti. Primo, diminuisce di molto l’impatto ambientale: l’obiettivo è avere auto con sempre più persone a bordo. Basti pensare che se si viaggiasse con auto piene si risparmierebbero ogni anno ben 40 miliardi di tonnellate di CO2 e 55 miliardi di euro, pari al 3,5% del PIL italiano. Secondo, l’impatto sociale è enorme, perché si incontrano persone che normalmente non si sarebbero mai incrociate, e il viaggio diventa un’occasione di conoscenza reciproca unico nel suo genere.
 Allora, cosa aspetti  a partire con BlaBlaCar?

di Sonia Pellegrino

venerdì 12 aprile 2013

Vorresti studiare all'estero GRATIS ? In DANIMARCA puoi !!

Chi di voi non ha immaginato il proprio futuro lontano da qui?

Un’altra vita, un altro Paese, altri amici... Lasciarsi alle spalle le delusioni causate dalle persone che pensavamo avrebbero fatto parte della nostra vita, per sempre, facendo un balzo in avanti sperando di non rompersi la testa durante il salto.

Abbandonare la routine di provincia e la comitiva di sempre per studiare all'estero.

Magari in un campus. Di quelli che ti offrono i migliori servizi, dove puoi studiare sul prato che costeggia le aule, fare sport in palestra e seguire il corso di equitazione che hai sempre desiderato fare; di quelli che ti seguono durante il tuo percorso didattico e che probabilmente creano anche le mille occasioni d’inserimento nel mondo del lavoro.

Un sogno? Forse si, magari solo a metà; magari l’altra metà del sogno potrebbe divenire realtà in Danimarca.

Studiare in Danimarca può essere l'occasione giusta per chi cerca un Paese dedicato allo studio e che punta a far crescere i suoi studenti in modo innovativo e stimolante. La qualità delle Università è classificata tra le migliori e la loro vastità nell'offerta di corsi in inglese mette curiosità e desiderio a molti studenti di tutto il mondo.

Per di più, queste Università diventano più attraenti se sono accompagnate dalla parolina magica: GRATIS.

Infatti, in Danimarca è possibile iscriversi a un corso di laurea triennale, magistrale, a un master o  studiare per un semestre, in modo completamente gratuito per i residenti in uno dei Paesi membri dell' UE.

Imparare l' inglese e non pagare nemmeno un euro di tasse scolastiche. Il massimo, direi, se non fosse per il fatto che il costo della vita in Danimarca è un po' elevato. Lo Stato, però, per le tasche meno piene, bandisce 
concorsi per il sostentamento pubblico, il cosiddetto SU, molto più facile da ricevere se si hanno già esperienze lavorative. Inoltre, se chi si candida ha lavorato per almeno un semestre in Danimarca, c’è la possibilità di ricevere dallo Stato il contributo di disoccupazione. Ancora, è possibile richiedere in banca un prestito a tasso agevolato apposito per studenti.






Andare in Danimarca potrebbe essere una delle tante strade da percorrere.

Potrebbe essere la mossa giusta, ma anche quella sbagliata.

Sicuramente sarebbe un'esperienza.

Un'opportunità da valutare e magari cogliere. Per mettersi in gioco, crescere e poi ritornare.

Ritornare per migliorare ciò che si è sempre condannato. Ritornare per apprezzare finalmente ciò che avevamo lasciato.

  (immagine: University of Southern Denmark)
  




  Sonia Pellegrino

martedì 26 marzo 2013

Partire (di Fulvio Paternuosto)






Partire per non tornare.


Quante volte avremo avuto il desiderio irrefrenabile di abbandonare ogni pensiero, lasciare alle spalle terribili sensazioni e scaricare il peso della vita in una singola, determinante, decisione.


Svanire.



Per un po’, per un bel po’, per tanto tempo. Tanto da non riuscire a programmare un ritorno. E’ difficile attribuire ad un viaggio il senso stesso della nostra esistenza. Lasciarsi alle spalle luoghi amati, che per anni hanno fatto da sfondo ai nostri sogni, alla gioia stessa di mettere il naso fuori da casa, di vedere facce amiche, facce nuove, volti di un intramontabile realtà. Immota. Come la maggior parte delle persone che ci circondano.


Sospese sull’orlo dell’orizzonte, in attesa che la curvatura stessa della luce li conduca in un'altra realtà, invero sempre la stessa, appena piegata da eventi inaspettati.


Scioriniamo la mappa del destino in cerca di qualche piega del passato alla quale poterci aggrappare, sorridere, e dirci pronti a rimboccare una strada perduta o mai davvero scorta. Inutilmente annotiamo gli anni passati a sognare ad occhi aperti, i sospiri dedicati alla speranza, la rabbia all’impotenza e le lacrime alla fragile umanità che si nasconde tra l’immondizia. Aspersa come acqua sull’acqua, utile ad accrescerne il volume, ma non la qualità.


Allora sconfortati ci ripieghiamo in noi stessi, accartocciati come un cencio di cartapesta, sbilanciati a destra o a sinistra da parole leggere come il vento, soffiate a caso dall’eroe di turno, senza conseguenze. Purtroppo.
Politica, ecologia, giustizia sociale, quadratura dei conti, finanza, pace, libertà di scegliere, libertà di seguire, libertà di ascoltare, di pagare, libertà di votare, libertà di accettare il meno peggio. Di tanto in tanto un neologismo cambia l’ordine delle frasi chiave, illudendo che qualcosa stia cambiando; deludendo quando ciò, sistematicamente, non accade. Allora bruciamo come sigarette al vento, spargendo cenere nel raggio delle nostre possibilità, sotto forma di curricula, lettere di presentazione, lettere arrabbiate, email, articoli su di un blog. E ci consumiamo fino all’ultimo, spegnendoci in una realtà che presumiamo possa rivelarsi temporanea.



Cambiare vita.



Il desiderio che cresce in maniera esponenziale con il passare del tempo trascorso a non vivere o a vivere racchiusi in un ambiente limitante. Ci chiediamo cosa avremmo potuto fare in un altro paese, in un’altra scuola, in un’altra realtà e restiamo invischiati in dichiarazioni facili che cercano di comprimerci nella nostra. Plauso a chi è riuscito a fuggire, ma poi “la fuga dei cervelli è un mito”. Allora ci rintaniamo nella confusione più totale, sedati dalle parole di conforto di chi un lavoro neanche lo ha cercato e fibrillati da chi lo ha trovato molti anni fa.



Difficile andar via, impossibile restare.



E’ la natura stessa di ogni viaggiatore ed ogni viaggio. Quell’istinto di sopravvivenza che muore, in chi accetta e tace, ed esplode in chi mantiene la valigia sotto al letto, un piede fuori dalle lenzuola ed una carta in più nel proprio mazzo.

No, non è barare quando è il mondo a farlo. E’ vivere ad un passo dalla realtà, due dal sogno e tre dalla rassegnazione. Partire non è l’unica via, non è la più facile, non è la migliore, non è una via di mezzo né un ripiego. Se partire significa lasciarsi alle spalle solo un ricordo e mai un rimorso, allora è cercare di alzare la testa, guardare in faccia la realtà ed infilare in una valigia la nostra libertà di scegliere.


E poi farlo per davvero.


<<Fulvio Paternuosto>>



martedì 5 marzo 2013

New York, New York. Di Francesca Mastrogiacomo

“I wanna wake up in the city that doesn’t sleep”, cantava Liza Minelli nel celebre musical “New York, New York”. Come darle torto. New York è davvero la città che non dorme mai. Con i suoi grattacieli che nelle giornate di pioggia sembrano fondersi con il cielo, le strade sempre affollate e piene di persone appartenenti a tutte le etnie, religioni e nazionalità, un melting pot che si può trovare in poche metropoli al mondo. Visitare New York richiede un po’ di tempo, ma molto dipende dalle vostre tasche e dal tempo che avete a disposizione. Ad ogni modo, New York risponde a tutte le esigenze: il cambio ci è favorevole e la vita è abbastanza economica. Muoversi nella Grande Mela è facile: se siete in gruppo, è preferibile usare il taxi, perché dividendo la spesa si riesce a raggiungere la meta desiderata in maniera facile, veloce, con pochissimi dollari e magari, godendo del fantastico panorama. La metro conviene se si è da soli. Con 2,50 $ a tratta si prova l’ebbrezza di viaggiare sui non comodissimi e purtroppo, non pulitissimi vagoni della metro che vediamo spesso nei film. Sconsiglio vivamente i famosi pullman turistici che in poco tempo vi portano in giro per la città a mo’ di visita guidata: il biglietto costa 44$ e a meno che non abbiate davvero pochissimo tempo, non ne vale la pena. Immancabile è la visita all’Empire State Building, che si trova tra la 34ma e la glamour 5th Avenue. Il biglietto costa circa 21$: dopo una fila di un paio d’ore, si accede agli ascensori che a velocità supersonica portano i visitatori all’ultimo piano, dal quale si può godere di una vista mozzafiato sull’intera città, sul fiume Hudson e su alcuni degli Stati confinanti. Una volta in zona, passeggiate per la 5th Avenue, con le sue splendide e costosissime boutique, tra le quali primeggiano l’Apple Store, adatto a tutti gli appassionati del celebre marchio e la gioielleria Tiffany &Co. Le ragazze impazziranno! È possibile visitare l’intero negozio o tempio del lusso che dir si voglia. I tre piani della gioielleria, naturalmente controllati a vista da bodyguard ben piazzate, espongono non solo i gioielli e gli accessori color turchese famosi in tutto il mondo per il loro splendore, ma anche delle vere e proprie opere d’arte! Se potete, regalatevi una piccola pazzia acquistando qualcosa che paghereste molto di più se la compraste negli altri punti vendita presenti nel mondo. Uno sfizio che potete togliervi, sempre se viaggiate in gruppo, è quello di fittare una limousine per circa 50$. China Town e Little Italy sono visitabili insieme visto che data la vicinanza, con il tempo si stanno fondendo insieme, rendendo difficile distinguerle per alcuni tratti. Ma è sempre bello e caratteristico farci un giretto. Consiglio vivamente di fare una bella passeggiata nei quartieri di Greenwich Village, Soho, Tribeca e Chelsea: è piacevole rilassarsi perdendosi tra i colori dei palazzi e godendosi un dolce in uno dei tanti bar e caffè presenti in zona. Per lo shopping, in generale, mi sento in dovere di avvertirvi. È vero, New York è naturalmente piena di boutique, mercatini e negozi di tutti i tipi, tra i quali Macy’s e Century 21, ma se siete cultori della moda o comunque, italiani con un po’ di gusto nel vestire, non vi aspettate di vedere vetrine piene di bei e lussuosi vestiti. Alla fine, la moda newyorkese è un po’ un bluff, poiché i vestiti e le collezioni presenti sono le stesse che si trovano in Europa e che noi abbiamo il vantaggio di poter acquistare per meno. Se ne avete la possibilità e vi piace l’avventura, per circa 400$ potete fare un giro in elicottero sull’intera città. Per i più tradizionalisti è possibile prendere un water taxi a 25$ o gratis uno dei tanti ferryboat che partono ogni ora da Battery Park. Potrete così godervi un fantastico giro nella baia del fiume Hudson e vedere da vicino l’imponente Statua della Libertà, che vi lascerà senza fiato e Ellis Island, dove potrete visitare l’antico centro di prima accoglienza per immigrati, che ora è un museo. Una volta tornati sulla terra ferma, potete passeggiare a Downtown: Wall Street, la New York Stock Exchange, il mitico toro di Wall Street (toccategli le parti basse, si dice porti fortuna), Trinity Church e più su, Ground Zero o meglio, i nuovi grattacieli di Ground Zero. Immancabile la passeggiata sul ponte di Brooklyn. A MidTown, quartiere delle istituzioni, oltre che l’Empire State Building, il Chrysler Building e gli altri building famosi, è presente il quartier generale delle Nazioni Unite. Un piccolo assaggio di internazionalità per gli amanti della politica internazionale. A nord- est del quartiere c’è il Museum of Modern Art, conosciuto come MOMA. Il venerdì l’entrata è libera ed è aperto fino alle 20. FA.TE.LO! Avrete la possibilità di ammirare alcune delle opere e collezioni di arte moderna più famose al mondo. Un’occasione davvero imperdibile. Volete rilassarvi e assaporare in pieno la vera essenza di New York? Allora andate a vedere uno dei migliaia di musical che ogni sera vengono messi in scena nel Theater District, la zona intorno a Time Square e la Broadway, per capirci. I biglietti variano dai 100 ai 300 dollari e non scherzo quando dico che ce ne sono migliaia e per tutti i gusti. Una volta a Time Square, vi sentirete al centro del mondo: cartelloni pubblicitari, luci, colori, artisti di strada e soprattutto profumi provenienti dai tanti chioschetti che vendono hot dog per un paio di dollari. Ma volete mangiare davvero bene? New York è disseminata di ristoranti, caffè e pub per tutti i gusti e tutte le tasche. Io vi consiglio di andare da Junior’s: a colazione prendete la Cheescake di loro produzione e a pranzo uno dei loro magnifici e gustosissimi piatti, il tutto per una decina di dollari (non scordatevi la mancia, che in America è quasi d’obbligo). Ne sarete entusiasti! Sempre in zona date un’occhiata al Rockfeller Center e alla Grande Central Station. Vi verrà voglia di prendere il treno per una delle mete vicine. La vita notturna offre davvero molto… Il Pasha è il re della movida newyorkese e l’entrata costa 30$. All’Hotel Empire, invece l’entrata è gratuita e potrete ballare in una delle sale più esclusive di tutta Manhattan, nonché location della famosa serie tv Gossip Girl. La mattina successiva potreste rilassarvi a Central Park. Passeggiate per le stradine, attraversate i romantici ponti che sovrastano i numerosi laghetti, ma soprattutto, scattate l’immancabile foto davanti le statue dedicate al celebre cane Balto, ad Hans Christian Andersen e il suo Brutto Anatroccolo e alla fenomenale statua di Alice nel Paese delle meraviglie. Non resistere dal salire sull’enorme fungo in bronzo sul quale ci sono tutti i personaggi della favola di Carroll. In zona (Upper West e East Side) ci sono negozi, eleganti caffè il Guggenheim Museum e il Museo di Storia Naturale, quello del film “Una Notte al museo”. Restano altre migliaia di luoghi da scoprire e visitare… Ma a me non resta che augurare, a chi ne avrà la possibilità, di fare buon viaggio. Francesca Mastrogiacomo