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venerdì 23 maggio 2014

Gli eventi di Crimea: è nuova Guerra Fredda? Convegno degli studenti della “Jean Monnet”

Gli eventi di Crimea: è nuova Guerra Fredda? Convegno degli studenti della “Jean Monnet”

Grande successo di pubblico alla conferenza organizzata dagli studenti della professoressa Francesca Graziani al Dipartimento di Scienze Politiche “Jean Monnet”.
Negli ultimi mesi abbiamo assistito, tramite televisioni, giornali e mezzi di comunicazione online, alle cronache della movimentata situazione Ucraina e la crisi politica che ha investito il Paese, senza capire sufficientemente a fondo i motivi storici, etnici ed economici che girano intorno all'ex Repubblica Socialista che, ai tempi dell'URSS, era praticamente una cosa sola con il governo di Mosca. I lavori del convegno si sono infatti incentrati proprio sulle ragioni della rivolta del popolo ucraino; sugli sviluppi successivi alla controversa situazione della Crimea, regione formalmente ucraina ma di fatto popolata in gran parte dalla comunità russofona; sugli interessi che la Russia di Putin ha nei confronti della Crimea e dell'Ucraina; sulla risposta degli Stati Uniti e dell'Unione Europea rispetto alle mosse del Cremlino.
Relatori d'eccezione sono stati gli studenti dei corsi di laurea magistrale in scienze politiche, che hanno snocciolato vari temi collegati alla situazione Ucraina, ancora in via di svolgimento e tutt'altro che vicina ad una conclusione. I titoli delle relazioni sono stati: “L'Ucraina. Passato, presente e incertezze future”, “Crimea 1954-2014: il ritorno alla Grande Madre Russia”, “Dichiarazione di indipendenza e secessione: la parola al Diritto Internazionale”, “Nostalgie del passato e interessi economico-strategici della Russia di Putin” ed infine “L'Unione Europea: tra il dire e il fare...c'è il Mar Nero”. Moderatore della giornata è stato il prof. Umberto Leanza, docente e luminare del Diritto Internazionale. Le conclusioni sono state affidate al dott. Vittorio Dell'Uva, corrispondente di guerra de “Il Mattino”. Da sottolineare anche il lavoro di pubblicizzazione dell'evento tra gli studenti e di collaborazione per la buona riuscita della manifestazione i neoeletti Consiglieri di Dipartimento, Camilla Cafiero e Giuseppe Atticciati.

Soddisfazione e orgoglio per i ragazzi che, con grande emozione, hanno presentato le proprie relazioni, in esclusiva per noi ecco le dichiarazioni di due studentesse che hanno partecipato, Eva De Simone e Ambra Mugnano: “Un'esperienza bellissima che consigliamo a tutti, che permette davvero di comprendere gli eventi storici e di crescere da un punto di vista professionale. Complessivamente ci riteniamo molto soddisfatte per l'entusiasmo e il grande interesse che la platea di studenti ci ha dimostrato oggi”.


Raffaele Ausiello


giovedì 22 maggio 2014

Convegno Synesis: “La Crisi Economica Europea ed il ruolo delle Banche”

Convegno Synesis: “La Crisi Economica Europea ed il ruolo delle Banche”

Nell'ambito dei progetti di divulgazione scientifica nell'ambito delle scienze politiche dell'associazione Synesis, il giorno 21 maggio si è tenuto presso il nostro Dipartimento un interessante convegno su un tema di forte discussione e di particolare interesse attuale, ovvero il ruolo che hanno avuto le banche e più in generale l'interno mondo finanziario negli sviluppi della crisi globale che ha coinvolto l'intera Europa. Particolarmente esaustivi gli interventi dei relatori, il prof. Gennaro Rotondo docente di Diritto dell'Economia e dei Mercati Finanziari della Seconda Università degli Studi di Napoli ed il prof. Paolo Garonna docente di Economia Politica della Luiss Guido Carli di Roma. In particolare sono stati analizzati i ruoli dei mediatori finanziari molto attivi negli U.S.A., l'uso spregiudicato di prodotti finanziari ad alto rischio come i mutui subprime che hanno innescato la crisi conseguenzialmente all'ascesa dei prezzi delle case negli Stati Uniti, la scarsa vigilanza sui mercati bancari e finanziari da parte delle autorità preposte che sono spesso prive dei mezzi adatti per farlo e della scarsa e, non ultima, la tardiva risposta dell'Unione Europea nei confronti di una crisi incalzante e distruttiva che non poteva non interessare anche i propri stati membri dopo aver prodotto tremendi danni oltre oceano. Al termine delle relazioni non è mancato anche il tempo per un piccolo dibattito tra la platea di studenti ed i professori, che hanno egregiamente risposto in maniera chiara alle domande poste su questioni di particolare interesse e che i media nazionali spesso non analizzano in maniera sufficientemente chiara. Ancora una volta quindi l'associazione Synesis ha offerto la possibilità agli studenti di informarsi su temi pertinenti al corso di studio di chi frequenta la nostra facoltà di Scienze Politiche; la redazione del The Monnet Post ringrazia la Synesis per il gentile invito e porge i migliori auguri di proseguo delle sue attività.


Raffaele Ausiello


martedì 20 maggio 2014

Convegno Synesis: Informazione ed opinione pubblica nella storia: il ruolo del giornalista.

Convegno Synesis: Informazione ed opinione pubblica nella storia: il ruolo del giornalista


Come è possibile parlare di comunicazione all’età della pietra? Come è possibile poi con quel medesimo fil rouge trovarsi nell’età odierna fatta di messaggi su Twitter e facebook?
Queste potevano essere domande lecite per chi avesse carpito poche parole di un discorso ampio e articolato, che ha tenuto gli studenti del dipartimento di Scienze Politiche “Jean Monnet”, questo martedì 6 maggio, legati all’ascolto di un personaggio che prima di loro su quei medesimi banchi da studente di scienze politiche, seppure in diversa facoltà e provenienza, ha studiato, divenendo poi il comunicatore per eccellenza che è…
Gennaro Cosentino, classe 1960, nato ad Aieta, piccolo gioiello nella splendida Calabria, una vita dedicata alla comunicazione, alla scrittura e ai giovani… il tutto riassumibile in poche parole, o meglio importanti e significativi ruoli; Giornalista della RAI, scrittore più volte premiato, delegato regionale comunicazione del FAI, nonché formatore nazionale degli stessi delegati FAI, per la comunicazione, oltre ad essere Presidente dell’associazione socio-culturale “Centro rinascimento” con la quale idea e promuove manifestazioni ed iniziative di livello nazionale ed internazionale, come il progetto “Giornate D’Europa”.
Grazie all’Associazione culturale scientifica “Synesis – Libera Ricerca” e al Dipartimento di Scienze Politiche “Jean Monnet”, è stato possibile avere quest’occasione di un incontro con un simile comunicatore, che, accolto e presentato dallo stesso Direttore del dipartimento, il professor Gianmaria Piccinelli, si è prestato ad un excursus ampio, complesso, e interessante nel mondo prima ancora che del giornalismo, della vera e propria comunicazione, partendo da un “semplice” presupposto:
Una notizia può essere detta in tanti modi differenti, a seconda di quale sia il pensiero da voler trasmettere e con il quale voler veicolare l’opinione pubblica, e giungendo ad una conclusione alquanto complessa nel finale del discorso, come fosse il “parto culturale” di tale incontro: Se prima erano i mass media, i mezzi di comunicazione, a influenzare l’opinione pubblica, ora possiamo forse dire che è esattamente il contrario…
Ma cos’è l’opinione pubblica? A cosa ci riferiamo con questo termine? Questo uno dei molteplici nodi nella matassa che durante l’incontro si è andata dipanando come il filo d’Arianna, questa volta utile non per uscire da un semplice labirinto e trovare la comune libertà, ma per destreggiarsi nel labirinto sociale e trovare una libertà che sa di conoscenza, per trovare una propria identità culturale, ponendo un Humus fertile sul quale piantare un opinione che sia influenzata appunto unicamente da noi stessi e dal nostro bagaglio intellettuale.
Quest’Humus è stato gettato parlando di grafiti sulle prime mura, della necessità insita nell’uomo di farsi comprendere, di divulgare la propria voce, il tutto attraversando epoche storiche, trovandosi a discorrere di un Gutenberg, citando un Marconi e rievocando quello che pare un lontano 1954 con la prima trasmissione televisiva della RAI, o parlando della forza e dell’orgoglio di una donna come Matilde Serao, a cui molto dobbiamo.
A legare ogni intento sempre quel comune desiderio di comunicare, dar notizia, e se prima il tutto era lento e limitato, è quella storia che passa che ci ha dato la possibilità attraverso la modernità e i nuovi mezzi di comunicazione di ampliare all’inverosimile ciò che prima era solo informazione, creando quelle che poi sono le vicissitudini comunicative dei giorni nostri, ed è infatti dopo un excursus del genere che quasi si rimane sbigottiti nell’arrivare ai nuovi mass media, ai giorni nostri, ma non eravamo partiti dalle caverne e dalla preistoria? Come è possibile tutto ciò? Si abbassa lo sguardo sull’orologio, appena un’ora passata, ma quanto assimilato, la capacità oratoria di un viaggio nel quale il relatore è stato il nostro cicerone.
La magia della comunicazione, ebbene si, è di questo che è capace, e Gennaro Cosentino lo ha ampiamente dimostrato al pubblico presente, da gran comunicatore e con un carisma palpabile si è posto come entusiasta interlocutore di quei giovani presenti, gettando il seme di quello che si spera sia un ottimo raccolto.


Federica Fusco

P.S: Domani da non perdere il nuovo convegno organizzato dalla Synesis presso il nostro Dipartimento alle ore 16:00 "La Crisi Economica Europea ed il ruolo delle Banche", nel quale interverranno i prof. Gennaro Rotondo e Paolo Garonna.


martedì 8 aprile 2014

Inaugurato l’Anno Accademico della Seconda Università degli Studi di Napoli

Inaugurato l’Anno Accademico della Seconda Università degli Studi di Napoli

Caserta – Grandissime emozioni nella cerimonia d’inaugurazione dell’Anno Accademico della Seconda Università degli Studi di Napoli, tenutasi nella splendida cornice della Cappella Palatina nella Reggia di Caserta. Moltissime le autorità presenti, tra cui il Sindaco di Caserta Pio Del Gaudio, il Presidente della Provincia Domenico Zinzi, il vescovo di Aversa Mons. Angelo Spinillo e tra i relatori della cerimonia che hanno impreziosito l’evento prendendo la parola. Il primo a intervenire è stato il prof. Stefano Paleari, Presidente del CRUI, successivamente è stata la volta di Giovanni Garofalo, Presidente del Consiglio degli Studenti, e di Annamaria Gravina, Direttore Generale della S.U.N. in rappresentanza del personale tecnico-amministrativo. Corposa e ricca di dettagli la relazione del Magnifico Rettore prof. Francesco Rossi, soffermatosi a lungo sulla crescita complessiva dell’Ateneo durante i suoi anni di rettorato, sia dal punto di vista didattico che dal punto di vista strutturale, nonostante i profondi tagli dei vari Governi che si sono succeduti sul sistema della ripartizione dei fondi destinati agli Atenei italiani, in particolar modo nel meridione; non poteva mancare ovviamente una parola sul Policlinico, una delle più importanti opere del mezzogiorno e sicuramente la più importante del territorio casertano, destinato a diventare il fulcro principale dei dipartimenti medici della Seconda Università di Napoli, completato ormai al 90% per quanto riguarda la parte strutturale. Infine hanno concluso il Presidente dell’ANVUR, prof. Stefano Fantoni, ed il Presidente del CNR, prof. Luigi Nicolais. Ha allietato la serata il Coro di Ateneo “Singing in the Sun”, aprendo la cerimonia con l’Inno Nazionale e continuando successivamente con una serie di brani.


Grandissima emozione durante la cerimonia di premiazione degli studenti meritevoli da parte del Rettorato che si sono distinti per meriti accademici, ai quali è stato consegnato un attestato di merito e un assegno premio di 500€. Per il Dipartimento di Scienze Politiche “Jean Monnet” ha avuto l’onore di ricevere questo prestigioso riconoscimento la dott.ssa Anna Castiello D’Antonio, neolaureata con voto finale 110 e lode, autrice di una brillante tesi finale sull’entrata della Turchia nell’Unione Europea. Queste le sue parole al termine della cerimonia di premiazione: "È stata una bella esperienza partecipare all'inaugurazione di quest'anno accademico da premiata. Ricevere i complimenti dal Rettore, per aver rappresentato il miglior laureato della mia facoltà, mi ha davvero onorata. Un ringraziamento va alla mia famiglia e a tutte le persone che mi amano".

Raffaele Ausiello

Il Rettore prof. Francesco Rossi durante la sua relazione.

Stefano Paleari, Stefano Fantoni e Giovanni Garofalo.

     
La dottoressa Anna Castiello D'Antonio che riceve il premio dal Rettore prof. Francesco Rossi.

mercoledì 2 aprile 2014

ESCLUSIVA THE MONNET POST – INTERVISTA AL PROF. GIUSEPPE PAOLISSO, CANDIDATO AL RETTORATO DELLA S.U.N.

ESCLUSIVA THE MONNET POST – INTERVISTA AL PROF. GIUSEPPE PAOLISSO, CANDIDATO AL RETTORATO DELLA S.U.N.

                 



Professore, innanzitutto cosa l’ha spinta a candidarsi per il Rettorato della Seconda Università degli Studi di Napoli?

Mi ha spinto a candidarmi il desiderio di portare avanti un lavoro che il Professor Rossi ha già svolto egregiamente, un lavoro improntato prevalentemente sulle tematiche del merito e sullo sviluppo del nostro Ateneo.

Secondo lei cosa dovrebbe cambiare in un nuovo rettorato rispetto alla gestione del Professor Rossi?

La gestione del Professor Rossi è stata sicuramente valida, in linea con i suoi principi e modi che conosco da molto tempo essendo stato Preside della Facoltà di Medicina e  avendoci lavorato a stretto contatto. È chiaro che il mio programma è in continuità con il suo operato, che è un operato di valorizzazione dell’Ateneo a livello regionale e nazionale, ma che potrebbe avere delle diversità in relazione al cambio di persone e quindi a modus operandi differenti.

In questi ultimi mesi abbiamo assistito al dibattito tra i vertici della SUN e gli amministratori locali come il Sindaco di Caserta ed il Presidente della Provincia di Caserta sul cambiare o meno la denominazione dell’Ateneo da “Seconda Università degli Studi di Napoli” a “Università di Caserta” o “Università di Terra di Lavoro”. Lei cosa ne pensa?

Io penso che l’Ateneo debba radicarsi profondamente nel territorio casertano, soprattutto a ridosso del completamento del Policlinico di Caserta dove dovranno essere dislocate la maggior parte, se non tutte, delle strutture cliniche universitarie presenti oggi a Napoli. La mia intenzione inoltre è quella di spostare il Rettorato e la Direzione Generale in un unico edificio sempre nel comprensorio casertano. Appare ovvio quindi auspicare ad un cambio di denominazione dell’Ateneo in favore del territorio che ospita la maggior parte dei Dipartimenti , ma starà agli organi collegiali decidere in merito, io mi rifarò non alla mia idea ma alle decisioni del Consiglio D’Amministrazione, del Senato e del Consiglio dei Direttori di Dipartimento che prenderanno in merito.

In riferimento al Policlinico di Caserta da lei precedentemente citato, quali pensa possano essere i termini di completamento della struttura e della sua inaugurazione e se si riuscirà a rispettare i tempi indicati dal Professor Rossi ovvero a cavallo tra il 2016 ed il 2017.

Sul Policlinico si deve considerare che solo la parte strutturale è completa al 75%, mancano ancora gli impianti e, una volta completati, bisognerà acquisire fondi per l’acquisto di attrezzature, mobilio e per pagare eventuali contenziosi aperti con la ditta che precedentemente era incaricata dei lavori, contenziosi di cui non entro nel merito di chi abbia ragione o meno ma che comunque possono incidere pesantemente visto che ci sono in ballo all’incirca 60 milioni di euro. Certo è che il mio obbiettivo primario sarà quello di spingere affinché il Policlinico sia completato nel più breve tempo possibile e con esso siano trasferite tutte le strutture cliniche presenti oggi a Napoli. Non è facile pensare al 2017 come anno di completamento definitivo in quanto in campo edilizio bastano dei lievi mutamenti per allungare i tempi dei lavori, ma sicuramente farò quanto è in mio potere, se dovessi essere eletto, affinché il Policlinico sia ultimato quanto prima possibile in quanto è un obiettivo primario per lo sviluppo dell’intero Ateneo.

Secondo lei cosa si dovrà fare in futuro per invogliare quanto più possibile gli studenti in uscita dalle scuole superiori ad iscriversi alla S.U.N. e orientarli al meglio nella scelta del piano di studi più adatto alle proprie capacità?

Il problema dell’orientamento non è di facile risoluzione, in quanto molto spesso gli stessi studenti sono disorientati sul proprio futuro e si iscrivono all’università come ultima spiaggia senza considerare lo sbocco futuro nel mondo del lavoro. È necessario quindi capire non solo come orientare al meglio nella scelta della facoltà ma anche sui reali collegamenti che questa può avere con il mondo del lavoro. Per questo nel mio programma ho inserito l’istituzione di una sorta di osservatorio sulla didattica che sia in grado non solo di valutare la qualità della didattica, per quello abbiamo già i nuclei di valutazione, ma di capire quanto la nostra offerta formativa possa essere congeniale agli studenti per penetrare nel mondo del lavoro una volta ultimati gli studi.

Purtroppo in Campania solo il 27% degli aventi diritto riesce ad ottenere una borsa di studio, percentuale tra le più basse in Italia. Cosa può fare il nuovo Rettore al fine di ottenere di più?

Bisogna considerare che il Rettore non è una figura politica come il Presidente della Giunta Regionale o l’Assessore all’Università, però certamente il Rettore può interagire con quelli che sono gli organi tecnici della Regione Campania affinché lì dove sono individuati dei risparmi questi poi possano essere poi reinvestiti in attività a favore degli studenti. Ovviamente non si potrà andare da questi organi pretendendo più risorse e basta, bisognerà essere in grado di preparare dei progetti su finalità ben chiare, di concerto con gli altri Atenei Campani in modo da lavorare in maniera coesa al fine di ottenere vantaggi per tutti i ragazzi iscritti alle università campane. Io sono pronto ad investire il mio tempo e le mie conoscenze per proporre delle riflessioni serie al riguardo.

I Poli della Seconda Università degli Studi di Napoli dislocati sul territorio casertano sono spesso delle entità a se stanti senza collegamenti con le città che li ospitano. Lei cosa pensa di fare al riguardo al fine di migliorare la qualità della vita delle migliaia di universitari che popolano i dipartimenti casertani?

Sicuramente il Rettore deve avere l’obbligo, quantomeno morale, di dialogare con gli amministratori del territorio al fine di stabilire una comunione di intenti, da un lato utile per tracciare una migliore visione dell’università ed una maggiore attrattività dei percorsi di studio delle facoltà, soprattutto per quanto riguarda quelli destinati agli studenti lavoratori che devono essere rivisti, dall’altro in modo da creare con gli enti pubblici e con le associazioni presenti sul territorio delle occasioni per gli studenti così come succede in tante altre città in Italia e all’estero.

Nonostante la Seconda Università degli Studi di Napoli risulti spesso, nelle classifiche di qualità degli atenei stilate dal Sole 24 Ore ogni anno, più in alto rispetto ad altri atenei campani come la Federico II o l’Orientale, molte volte veniamo snobbati dagli studenti come se anche il nostro nome ci penalizzasse in qualche modo. Lei cosa pensa si possa fare affinché questo non accada più?


Innanzitutto dobbiamo considerare che il Professor Rossi ha fatto un gradissimo lavoro per dare dignità al nostro ateneo e per portarlo ai massimi livelli in Italia. Sicuramente si può fare di più per divulgare le nostre attività ed i nostri risultati accademici avvalendoci dei media e della stampa, al fine di promuovere la nostra immagine. Questo è proprio quello che ci differenzia ancora dagli altri atenei napoletani e campani in generale, non la qualità del nostro operato ma la comunicazione della qualità del nostro operato. Migliorando questo sicuramente migliorerà la nostra reputazione e la nostra immagine che hanno di noi gli studenti.

Raffaele Ausiello



P.S: Rimaniamo a disposizione anche degli altri candidati al Rettorato della S.U.N. che ad oggi ancora non ci hanno dato risposta in merito al nostro invito per un'intervista.

martedì 1 aprile 2014

Democracy, Simulazione al Parlamento Italiano per gli studenti universitari

Democracy, Simulazione al Parlamento Italiano per gli studenti universitari

Per i 150 anni dell’unità d’Italia riapre restaurata l’aula del palazzo dei gruppi parlamentari, in via Campo Marzio a Roma, con i suoi 286 posti e sarà proprio questo il luogo di un importante simulazione universitaria.

Democracy permette a circa 1000 studenti provenienti da tutte le università l’irripetibile opportunità di partecipare alla simulazione dei lavori parlamentari che si svolgerà nelle aule di palazzo Montecitorio. Le varie associazioni universitarie dei singoli atenei hanno raccolto le adesioni degli interessati e formeranno dei  gruppi da venti studenti provenienti dalle università di tutta Italia i quali dovranno articolare una proposta di legge che dovrà essere studiata, elaborata e formalizzata dagli studenti stessi, unici protagonisti dell’esperienza, in quanto agiranno nella veste di commissione parlamentare in sede deliberante. Tale simulazione ha lo scopo di mettere gli studenti in situazioni di praticità e dinamicità ma, soprattutto di ampliare il proprio background tramite l’approfondimento di tematiche legate alla politica nazionale e internazionale che, in aggiunta alla loro formazione accademica, forniranno un ulteriore strumento con il quale arricchire le proprie conoscenze.  Si tratta di un network di associazioni ed enti che lavora per mettere insieme i giovani talentuosi ed allenarli all’esercizio di una leadership  positiva, attraverso la valorizzazione del dialogo tra le persone portatrici di idee, culture, religioni  e valori differenti. In un momento storico in cui si avverte sempre più distanza tra i cittadini e politica, Democracy si propone di dare un idea di cittadinanza attiva e partecipativa dando agli studenti la possibilità di confrontarsi  e imparare anche il gioco della collaborazione nel prendere decisioni di comune accordo in un gruppo. Questa esperienza, per struttura e sostanza,  amplificherà le conoscenze nel campo giuridico e della consapevolezza civica, implementando il linguaggio tecnico e agevolando un atteggiamento critico costruttivo nel confronto con gli altri. Gli studenti, prima di recarsi a Roma, dovranno seguire un corso preparatorio di approfondimento sulle tecniche oratorie e di procedura nell’ambito legislativo per essere pronti e completi di tutte le conoscenze per simulare i lavori parlamentari e partire per una grande esperienza.
Laura Pascarella

mercoledì 26 marzo 2014

Associazionsimo alla Jean Monnet: conosciamo meglio la Synesis

Associazionsimo alla Jean Monnet: conosciamo meglio la Synesis

Forse non tutti sanno che, presso il nostro Dipartimento di Scienze Politiche, esiste un’associazione culturale scientifica senza scopo di lucro molto attiva nell’ambito della ricerca politologica: la Synesis.
L’origine del nome deriva dal greco, coniato per la prima volta da Aristotele, e sta ad indicare una particolare intelligenza analitica in grado di avere una “visione d’insieme” della realtà.
Le attività della Synesis sono sostanzialmente di tre tipi: scientifiche, formative ed editoriali.
Le attività scientifiche si concentrano prevalentemente della realizzazione di progetti di ricerca nelle varie aree di interesse della scienza politica e la loro divulgazione tramite seminari, dibattiti e conferenze.
Le attività formative invece coinvolgono maggiormente i giovani studenti mediante corsi e lezioni a carattere divulgativo, oltre la possibilità di stage e tirocini convenzionati con le università. Recentemente all’hotel Jolly di Caserta si sono tenute due lezioni organizzate dall’associazioni con due docenti dell’Università del Molise, il prof. Giovanni Cerchia e il prof. Fabio Serricchio, sui sistemi elettorali nell’Italia repubblicana e sull’influenza dell’Europa nelle scorse elezioni politiche del 2013.
Le attività editoriali mirano a diffondere sia pubblicazioni scientifiche derivanti dagli studi dei propri soci, sia la pubblicazione di prodotti editoriali riservati ad un pubblico più ampio che magari non conosce a fondo la materia.

La finalità dell’associazione quindi è quella di avvicinare alla società civile lo studio della scienza politica, in quanto i cittadini elettori, spesso senza adeguate conosce e competenze, influenzano profondamente l’andamento ed il destino di un Paese mediante le proprie scelte, e quindi fondamentale il riavvicinamento tra la comunità accademica e la società civile. Un cittadino formato è un cittadino migliore, capace di compiere scelte con maggiore consapevolezza e contribuire fattivamente al miglioramento della vita politica ed istituzionale del Paese. 

Raffaele Ausiello


lunedì 10 febbraio 2014

ULTIM’ORA: Pubblicato il bando di selezioni per le attività Part-Time riservato agli studenti della SUN

ULTIM’ORA: Pubblicato il bando di selezioni per le attività Part-Time riservato agli studenti della SUN

È di pochi minuti fa la notizia della pubblicazione del bando di selezione riservato agli studenti della S.U.N., per le attività di collaborazione part-time retribuite. Per il nostro Dipartimento di Scienze Politiche “Jean Monnet” sono stati messi a disposizione 7 posti così ripartiti: 3 posti per attività tecniche di collaborazione connesse alla predisposizione di attività didattiche pratico-applicative, supporto alle attività di orientamento di Ateneo e dei singoli Dipartimenti ed eventuali Scuole ad essi collegate, nonché supporto alla realizzazione del Progetto Socrates/Erasmus; 3 posti per attività di supporto per la Ripartizione Studenti e per gli uffici ad essa afferenti, da svolgere presso la Segreteria Studenti; 1 posto per attività di collaborazione per la predisposizione di sussidi informatici e didattici destinati a studenti con disabilità.
I candidati interessati potranno fare domanda esclusivamente tramite procedura on-line al sito partime.unina2.it a partire da oggi 10 febbraio fino alla mezzanotte del giorno 10 marzo.

Potranno fare richiesta esclusivamente gli studenti “in corso” iscritti ai corsi di laurea triennali dal secondo anno in poi o dal primo anno dei corsi di laurea magistrale che avranno conseguito, al 31 dicembre 2013, la metà dei crediti formativi (CFU) riferiti al piano di studi in corso, che non si trovano nella posizione di “ripetenti” o “fuori corso” e che non abbiano un ISEEU relativo al proprio nucleo familiare, riferito per l’anno 2011, superiore a 35.500 euro. Saranno esclusi inoltre chi ha già conseguito diplomi di laurea di livello pari o superiore a quello in corso per l’anno 2012/2013, che hanno incarichi di collaborazioni con le ADISU o che abbiano già usufruito dello stesso tipo di collaborazioni in passato.

Le graduatorie verranno stilate in base alle percentuali in centesimi dei crediti ottenuti nell’anno solare 2013 rispetto a quelli previsti nel piano di studi e della valutazione media degli esami sostenuti nel suddetto anno. A parità di punteggio prevarrà lo studente con dichiarazione ISEEU più bassa e, in caso di ulteriore parità, di età anagrafica più bassa.


Il corrispettivo per lo svolgimento dell’attività è stabilito in 9 euro per ciascuna ora di collaborazione. 

Qui è possibile scaricare il bando ufficiale: Bando



lunedì 3 febbraio 2014

Parliamo di Economia: intervista al Professore Antonio Lopes

Parliamo di Economia: intervista al Professore Antonio Lopes

Riportiamo di seguito una breve intervista al professor Antonio Lopes, docente di Economia Politica della nostra facoltà, condotta da Francesco Iannone.


F.I: La crisi globale, partita dal fallimento della Lehman Brothers Holdings Inc; non sembra ancora superata e suoi effetti continuano ad  imporre politiche di austerità. 
Un suo autorevole parere offrirebbe a noi studenti un punto di vista privilegiato, rispetto a chi deve attenersi all'informazione generalizzata dei telegiornali e degli altri mezzi d'informazione. 



A.L:  Per quanto riguarda l’attuale crisi economica nella quale l’Europa si dibatte e che, a mio avviso, è ben lungi dall’essere superata, si può dire che non si riscontra alcun cambio di impostazione della politica economica né in Italia né, ed è quello che conta maggiormente, in sede di istituzioni europee.
In estrema sintesi in Italia e in Europa attualmente ci troviamo di fronte ad una significativa caduta della domanda aggregata, a sua volta ulteriormente aggravata da politiche fiscali restrittive (riduzioni di spesa pubblica e aumenti di tasse) adottate simultaneamente da tutti i paesi dell’area dell’euro. In una situazione del genere crollano i redditi e quindi crollano i consumi delle famiglie. Contemporaneamente le imprese riducono i propri investimenti perché si ritrovano con un eccesso di capacità produttiva non utilizzata. Tutto questo si traduce in una contrazione dell’occupazione.
Sarebbe necessario un drastico cambio di rotta da parte della politica fiscale dei paesi più importanti dell’Eurozona (Germania in testa) i quali dovrebbero adottare una politica fiscale più espansiva (più spesa pubblica e meno tasse). Così facendo i paesi europei più forti aumenterebbero i loro consumi e quindi anche le loro importazioni dai paesi periferici (tra cui l’Italia). Questo significa che paesi come l’Italia potrebbero espandere le loro esportazioni verso i paesi europei più importanti e riavviare, per questa via, l’economia e quindi l’occupazione. L’altra strada da percorrere dovrebbe essere quella di allentare i vincoli europei sui bilanci pubblici dei singoli paesi dell’eurozona; per esempio consentire di superare il tetto del 3% sul PIL dei disavanzi pubblici per la spesa pubblica destinata agli investimenti in infrastrutture (opere pubbliche, trasporti) o per Ricerca e Sviluppo.
Non mi sembra di cogliere nulla di tutto questo, per cui non credo che la situazione sia destinata a migliorare significativamente soprattutto sotto il profilo dell’occupazione.


F.I: Quant'è importante per uno Stato investire sull'istruzione e sulla ricerca? 

Lei che ha modo di confrontarsi con realtà di tutto il mondo, ci faccia capire la differenza del nostro sistema universitario rispetto a quello lungimirante delle altre nazioni. 
Un ateneo che pensa solo ad attrarre studenti, e dunque risorse, senza investire nella ricerca, non è solo una specie di liceo avanzato? 



A.L: Se si analizza lo sviluppo economico dei principali paesi nel lungo periodo (ossia su un arco temporale di 30 o 40 anni) ci si rende conto che il principale fattore è rappresentato dagli investimenti in conoscenza. La conoscenza è alla base della ricerca scientifica. La ricerca scientifica si traduce (non immediatamente) in innovazione tecnologica che le imprese utilizzano sia per introdurre nuovi prodotti sul mercato (pensate all’introduzione dei personal computer o dei telefonini) o nuove tecniche con cui produrre beni già esistenti (si pensi ai processi di automatizzazione adottati da molte imprese).
Se non c’è innovazione tecnologica il settore industriale di un paese perde progressivamente competitività sui mercati internazionali e si riducono progressivamente le prospettive di crescita per le generazioni future. Se si analizza la situazione del nostro paese si vede che  abbiamo progressivamente abbandonato molti settori nei quali occupavamo una posizione importante negli anni ‘60 e ‘70 (Settore chimico, nucleare, informatico, biotecnologie) per concentrarci sempre di più nei settori tradizionali (Tessile, abbigliamento, agroalimentare, mobilio). In questi settori il progresso tecnologico è molto più limitato e ci si deve confrontare con paesi che sono più competitivi solo sotto il profilo del costo del lavoro. La conseguenza è che in questi settori l’Italia, non potendo competere sui costi, è costretta a ridurre il costo del lavoro e/o a decentrare la produzione in paesi in cui tali condizioni sono verificate.
Scontiamo l’assenza di una politica industriale che da oltre un ventennio non ha affrontato le questioni degli investimenti in settori avanzati e, conseguentemente, ha trascurato anche di destinare risorse crescenti nella sede principale in cui si fa ricerca, ossia l’università.
L’Italia è agli ultimi posti delle classifiche internazionali per investimenti in ricerca e sviluppo; ha uno dei più bassi rapporti tra ricercatori e occupati e uno dei più bassi livelli di spesa per istruzione superiore per studente del mondo.
Il paradosso di tutto questo è che, nonostante tutto, ad un esame più attento e meno condizionato da molti luoghi comuni che si leggono su certa pseudo stampa, il livello qualitativo dell’università italiana è tutt'altro che basso. La prova di ciò è rappresentata dalla quota crescente di giovani con elevata formazione che ormai lasciano il nostro paese per trovare una degna collocazione lavorativa all'estero, per non parlare di ricercatori che si formano in Italia e insegnano all'estero.
Se non si invertono che tendenze, il declino del nostro paese è destinato a continuare.



F.I: Si sente tanto parlare di Signoraggio bancario, c'è da credere a queste teorie? 

Vorrei che commentasse questo video che ha reso famoso il personaggio televisivo Adam Kadmon 


A.L: Le questioni poste nel video mi sembrano un guazzabuglio in cui si mettono insieme tante cose con una tendenza “complottistica” che lascia il tempo che trova. Volendo restare con i piedi per terra quello che si può dire è che non può esserci sviluppo economico se non c’è anche un sistema finanziario attraverso il quale il risparmio viene incanalato verso gli investimenti produttivi. Naturalmente la finanza non fa solo questo;  ma il problema nasce, a mio avviso, quando il sistema di regole che disciplina il funzionamento dei mercati finanziari viene meno o si rivela inadeguato, come si è verificato negli Stati Uniti e non solo nel corso degli ultimi venti anni. E’ compito della politica riuscire a regolamentare i mercati e a imporre il rispetto delle regole. Purtroppo il vero problema è l’assenza di un progetto politico che si faccia carico di questi problemi.



F.I: Se il secolo scorso è stato il secolo degli Stati Uniti d’America, quello in corso sembra essere il secolo dove l'economia portante sarà quella asiatica.

Come vede questo mutamento? 



A.L: È ovviamente difficile fare delle previsioni, tuttavia credo che gli Stati Uniti continueranno ancora ad esercitare una forte leadership a livello mondiale rispetto ai cosiddetti paesi “emergenti”. Per quanto indeboliti gli Stati Uniti continuano ancora ad essere un riferimento sia sotto il profilo economico (si pensi alle nuove tecnologie nel campo della “green economy”) che finanziario (il dollaro continua a essere considerata valuta di riserva). Inoltre dal punto di vista politico e sociale, per quanto discutibili possano essere le istituzioni e la società USA, al loro interno vi sono comunque delle forze che premono per dei cambiamenti importanti (si pensi alle questioni della diseguaglianza e alle lotte per i diritti delle minoranze). Non mi sembra che, da tutti questi punti di vista, paesi come la Cina, l’India o la Russia possano rappresentare dei contraltari rilevanti. Certamente sono paesi che hanno sperimentato negli ultimi anni uno sviluppo economico tumultuoso, ma questa crescita economica ha determinato una serie di squilibri rilevanti al loro interno (basti pensare agli squilibri territoriali in Cina fra le aree costiere e le zone interne); inoltre in tutti questi paesi lo sviluppo economico ha portato alla ribalta nuovi ceti sociali che premono per avere anche un riconoscimento politico e questo quindi imporrà prima o poi una messa in discussione del quadro politico e dei regimi al potere. Tenete anche conto che in tutti questi paesi la legittimazione delle classi dirigenti si basa sulla capacità di riuscire a mantenere alti tassi di crescita economica e di distribuire i benefici che ne derivano a quote crescenti di popolazione. Se questo processo si interrompe o rallenta la stabilità politica di questi paesi potrebbe essere seriamente compromessa.



Ringraziamo vivamente il professor Lopes per averci dedicato del tempo, sperando che le sue esaustive risposte abbiano chiarito molti aspetti in un campo molto controverso in cui districarsi e spesso informazioni fuorvianti di blog su internet di sedicenti economisti contribuiscono ad alimentare confusione e disinformazione dilagante.

Francesco Iannone


venerdì 31 gennaio 2014

ESCLUSIVA THE MONNET POST: IMPORTANTI NEWS DAL CONSIGLIO REGIONALE

ESCLUSIVA THE MONNET POST: IMPORTANTI NEWS DAL CONSIGLIO                           REGIONALE

Ieri pomeriggio è stata una giornata storica al Consiglio Regionale della Campania per quanto riguarda il diritto allo studio. Dopo la nascita della “Adisurc”, la nuova azienda pubblica regionale per il diritto allo studio, che andrà a sostituire dal prossimo anno tutte le Adisu di ogni rispettivo ateneo, sono state approvate in Consiglio delle importanti proposte, portate avanti dal consigliere del PSE Corrado Gabriele e dalla consigliera del PD Angela Cortese, su impulso delle associazioni universitarie RUN-UDU e Link. Nei banchi della maggioranza era presente solo l’Assessore all’Istruzione e all’Edilizia Scolastica, Caterina Miraglia, sintomo di un largo disinteresse di gran parte del Consiglio Regionale per le questioni che riguardano molto da vicino gli studenti e le difficoltà che affrontano le famiglie campane nel far proseguire il percorso di studi ai propri figli dopo il diploma.

La prima proposta approvata è la designazione di 1 milione di euro, derivante dal risparmio ottenuto con l’unificazione regionale delle Adisu, per le borse di studio. In Campania infatti solo uno studente su quattro che ne fa richiesta riesce ad ottenerla, una percentuale molto bassa rispetto alle altre regioni Italiane. La seconda proposta riguarda invece la tassa regionale, che subì un aumento vertiginoso due anni fa passando da 60 euro a 140 euro, un aumento di oltre il 130%. Ora grazie a questa approvazione la tassa sarà rimodulata in base al reddito, così come la regolare retta universitaria, con tetto massimo stabilito nell’attuale cifra. Inoltre è stata prevista una maggiore rappresentanza studentesca all’interno del Consiglio d’Amministrazione della nuova Adisurc, rispetto ai soli 3 membri previsti dalla normativa iniziale, e sono state gettate le basi per una convenzione su scala regionale per tutto il trasporto pubblico della Campania per gli studenti universitari.


Finalmente le problematiche di noi studenti stanno ritornando al centro del dibattito politico, il The Monnet Post vi terrà come sempre informati sui futuri sviluppi, continuate a seguirci!

Raffaele Ausiello

venerdì 24 gennaio 2014

L’Editoriale: Riparte finalmente il The Monnet Post

        L’Editoriale: Riparte finalmente il The Monnet Post

Dopo lunghi mesi di inattività, ritorna finalmente il blog d’informazione e di opinione degli studenti del Dipartimento di Scienze Politiche “Jean Monnet”. Un progetto rinnovato, con la stessa voglia di fare giornalismo e cultura di sempre, ma con nuove prospettive e nuovi orizzonti. Attualità, cinema, letteratura, politica, economia e tanto altro ancora, uno sguardo critico ed obbiettivo di noi studenti verso tutto quello che ci circonda, partendo ovviamente dalla sfera della nostra facoltà e dal nostro percorso di studi, per arrivare alle vicende nazionali ed estere, al mondo del teatro e dello spettacolo, analizzando i fatti oltre il mero racconto di cronaca, il tutto raccontato da noi giovani che viviamo a 360° non solo l’università, ma soprattutto gli infiniti mondi che essa ci evoca durante i nostri studi poliedrici: questo è e sarà sempre il nostro piccolo blog. Ovviamente daremo voce a chiunque, dalle associazioni ai singoli studenti, raccontando le storie più interessanti e che di più stuzzicano la nostra curiosità di noi giovani universitari, cercando possibilmente di attenerci ad un metro d’analisi quanto più imparziale possibile. Scontato dire che non ci accontenteremo di rintanarci soltanto nella sfera universitaria, la nostra futura collaborazione con il popolare portale di informazione casertana “Casertace.net”  ne è la chiara testimonianza, collaborazione che sicuramente contribuisce ad arricchire il nostro percorso di giovani redattori in erba, ritagliando uno spazio importante in termini di visibilità da parte di tutta la provincia di Caserta ed oltre. Non possiamo che contare quindi su tutti gli studenti per far crescere questo ambizioso progetto giornalistico, unico nel suo genere in tutto l’ateneo della S.U.N., sia con collaborazioni di chiunque fosse interessato, sia con l’assiduità con la quale in passato ci avete letto e magari anche commentato. Fatevi avanti quindi, l’università non è solo studio finalizzato all’esame della prossima sessione, è soprattutto cultura, condivisione, difesa e valorizzazione dei saperi, senza tutto questo non rimarrebbe che una fredda interazione fra studenti e nozioni da memorizzare, senza anima, senza passione, senza vita; come diceva Italo Svevo, “fuori dalla penna non c’è salvezza!”.

Raffaele Ausiello









sabato 18 maggio 2013


I CINQUECENTO ANNI DEL PRINCIPE
Studiosi che discutono su Machiavelli




















17 maggio 2013- Presso il Dipartimento di Scienze Politiche Jean Monnet, si è tenuto un convegno sul cinquecentesimo anno de "Il Principe", opera illustre di Niccolò Machiavelli.
Il seminario è nato dalla collaborazione tra il nostro dipartimento e la "Federico II" di Napoli. Introduce Diego Lazzarich, ricercatore presso la SUN e professore aggregato di Storia delle Dottrine Politiche il quale ha presentato i redattori, Gianfranco Borrelli dell'università partenopea ed Yves Charles Zarka dell'università di Parigi "Descartes".
Nel primo intervento si è analizzata l'opera, citandone qualche verso e facendo riferimento alla "teoria dei grandi conflitti" dove si contrappone chi vuole comandare, i grandi, e chi ad ogni costo non vuol essere oppresso, il popolo.
Nella seconda parte del seminario è intervenuto Zarka che ha parlato del concetto di politica come problema impossibile da risolvere con "soluzioni preconfezionate" dove vince l'instabilità grazie agli interessi particolari delle classi,  in contrasto con il " bene comune" del popolo, del termine della Patria non intesa come attitudine al sacrificio, paragonando l'Unione Europea ad un concetto astratto della comunità.
Un’occasione d’incontro, dunque, in cui viene messa in luce attraverso le pagine di una grande opera letteraria, la contraddizione della politica in sé e per sé, e contestualizzata poi nella società odierna, forse non troppo diversa da quella di cinquecento anni fa. Si direbbe che anche l’Italia ha un “Principe”, o dei “Principi”. Dunque occorrerebbe chiedersi: ma il desiderio di potere è ancora lo stesso di cinque secoli fa? Può agire così incontrastato?  La storia ci racconta che il desiderio dei più non converge mai nel desiderio dei pochi che comandano. Il Machiavelli ci fa riflettere sul fatto che democrazia o non democrazia, ci sarà sempre un Principe che muove i fili del tutto.


 di Sandra Barbaro

giovedì 16 maggio 2013

Appuntamento Universitario - Seminario Internazionale

Machiavelli: Poteri del Principe, poteri del popolo

 



N.B. : LA PRESENZA AL CONVEGNO DA DIRITTO AL RAGGIUNGIMENTO DELLE ORE NECESSARIE PER I CREDITI FORMATIVI!

A 500 anni dalla pubblicazione del Principe, 

le cattedre di Storia delle Dottrine Politiche dei Dipartimenti di Scienze Politiche “Jean Monnet” (Seconda Università degli Studi di Napoli) e di Scienze Umane (Università degli Studi di Napoli “Federico II”) invitano al seminario internazionale intitolato:

 

Machiavelli: Poteri del Principe, poteri del popolo



Intervengono:

 

Gianfranco Borrelli (Università di Napoli “Federico II”): “Grandi, popolo, plebe. Conflitti e innovazione secondo Machiavelli”

 

Yves Charles Zarka (Université Paris “Descartes”): “La révolte e les figures du peuple”

 

Discussants: Alessandro Arienzo, Antimo Cesaro, Diego Lazzarich



Venerdì 17 maggio 2013, h. 11.00

Dipartimento di Scienze Politiche “Jean Monnet”
Viale Ellittico 31 – Caserta


Grasso Remo

 

Intervista ai candidati al CNSU Ciardulli, Esposito e Iannillo. Di Raffaele Ausiello e Remo Grasso



Mancano ormai pochi giorni alle consultazioni elettorali per rinnovare il più importante organo di rappresentanza studentesca nazionale, ovvero il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari. Conosciamo meglio i candidati Andrea Ciardulli di “Studenti per le Libertà”, Francesca Esposito della “R.U.N. - Studenti di Sinistra” e Stefano Iannillo di “Link – Studenti Indipendenti”.

             Dove nasce la tua passione politica e come mai hai deciso di candidarti per un organocosì importante come il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari?

Ciardulli: La mia passione politica nasce all’interno dell’università, al secondo anno ho iniziato ad interessarmi di politica universitaria candidandomi al Consiglio di Facoltà quasi per gioco non pensando di poter riscuotere tanto consenso, successivamente mi candidai al Consiglio d’Amministrazione e poi l’anno scorso al Senato Accademico prendendo quasi 3mila voti. Di questo sono molto contento perché le persone hanno visto in me una persona di fiducia premiando il mio impegno. Mi sono candidato al CNSU per rappresentare il mio gruppo di Università Moderata e per portare le istanze degli studenti della S.U.N. e di tutti gli altri atenei campani e non.

Esposito: Io ho iniziato a fare politica a 14 anni con i movimenti ambientalisti contro l’inceneritore di Acerra che è la mia città, poi al liceo ho aderito al sindacato degli studenti dell’UDS ed ho fatto la rappresentante d’istituto per 3 anni. All’università ho continuato il mio impegno politico venendo eletta al Consiglio degli Studenti della Federico II di Napoli nel 2010 e poi nel 2012 al Senato Accademico. Ho fondato un’associazione nella mia facoltà di Lettere Moderne che si chiama “Nucleo di Lettere e Filosofia”.

Iannillo: Io ho cominciato a fare politica studentesca dal liceo a 15 anni ad Avellino nel sindacato dell’UDS di cui sono diventato coordinatore regionale. Finita quell’esperienza ho continuato il progetto politico al fianco degli studenti, il mio impegno quindi è stato rivolto naturalmente verso la LINK che insieme all’UDS forma la Rete della Conoscenza nell’idea di raggruppare gli studenti medi superiori e gli universitari nell’ottica di risolvere le problematiche dei soggetti in formazione.

-     Quali sono le priorità che giudichi prioritarie per gli studenti campani che intendi portare al CNSU una volta eletto?

Ciardulli: Le problematiche degli studenti sono diverse. Facendo parte degli organi di governo della S.U.N ho potuto assistere al dimezzamento dei fondi per i dottorati di ricerca, per i corsi, per i professori a causa della crisi. Inoltre esistono problemi logistici che affliggono gli studenti che devono muoversi. Per me l’Università è una fonte di ricchezza per i paesi, quindi mi auspico che i sindaci dei comuni che ospitano l’Università si attivino per una serie di convenzioni e agevolazioni agli studenti.

Esposito: Le problematiche ora prioritarie sono quelle inerenti al diritto allo studio, noi vogliamo una nazionalizzazione del diritto allo studio visto che ora a base regionale è gestito male. Quest’anno infatti abbiamo avuto l’aumento della tassa regionale da 60 a 140 euro in cambio di nessun servizio in più. Nel nostro programma vogliamo ripartire quindi dai più deboli, da chi si trova ora in difficoltà economiche nell’affrontare la carriera universitaria.

Iannillo: Per gli studenti campani le priorità sono quelle legate al diritto allo studio, viviamo in una regione dove le borse di studio sono finanziate al di sotto del 50%, e quindi diminuiscono i soggetti beneficiari, rendendo di fatto impossibile l’accesso all’università a moltissimi ragazzi. Questo comporta una migrazione degli studenti campani fuori regione a causa della scarsità di servizi legati all’università e l’accessibilità alle borse di studio che ad esempio in Toscana e in Emilia Romagna è più facile accedervi.

-        Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un drastico calo delle iscrizioni all’università, complice anche la crisi economica che non permette alle famiglie di sostenere le spese di rette, tasse e materiale didattico. Come pensi possa essere invertito questo trend da parte del CNSU per rilanciare e rivalorizzare la formazione universitaria?

Ciardulli: Questa situazione è dovuta principalmente alla crisi economica che ha colpito le famiglie a causa degli elevati costi. Fortunatamente la S.U.N. rispetto ad altri atenei è un’isola felice grazie alle convenzioni con la mensa con i ticket ADISU che permettono di avere sconti sul pranzo in base al reddito. Il problema non è nell’offerta formativa, ma nei costi che gli studenti devono sostenere. Bisogna che sia ripensato il concetto di borsa di studio che deve essere un incentivo agli studenti all’inizio del percorso di studi, invece di acquisire il diritto a 25 crediti la borsa di studio deve essere data all’inizio e poi restituita qual’ora non venga raggiunto l’obbiettivo.

Esposito: Attualmente il CNSU purtroppo è un organo solo consultivo, quindi innanzitutto bisogna rendere il parere del Consiglio vincolante e obbligatorio. Una volta ottenuto questo si può anche far in modo che il CNSU proponga anche delle leggi invece di valutarle soltanto. Così possiamo fare molto e possiamo anche  avviare una collaborazione con il Ministro affinché il tema dell’accesso allo studio diventi centrale, bisogna infatti ampliare l’offerta di borse di studio che allo stato attuale è a dir poco ridicola.

Iannillo: Secondo me bisogna incidere su più fronti. Fino a quando non sia garantito il diritto allo studio per tutti il trend continuerà ad essere negativo, inoltre bisogna anche rivalutare il discorso del merito, prima di parlare di merito si deve innanzitutto considerare la condizione iniziale dello studente. C’è anche il problema della politica verso i fuori corso, chi infatti non ha una famiglia che può permettersi di mantenergli gli studi deve cercare un lavoro, ma lavorando rischia di rallentare il proprio percorso e finire fuori corso trovandosi a pagare il doppio delle tasse. Questo è un paradosso inaccettabile.

-        Le università italiane spesso finiscono in basso nei vari ranking internazionali delle agenzie che studiano la qualità degli atenei di tutto il mondo. Dov’è il problema e dove si deve intervenire per migliorare la qualità dell’università italiana?

Ciardulli: Le università italiane devono avere la capacità di fare rete tra di loro. L’università diventa importante quando offre un valore aggiunto, quindi capacità lavorative mediante stage e tirocini retribuiti. Inoltre è anche importante interfacciarsi all’estero, io con gli altri Senatori Accademici abbiamo spinto affinché venissero finanziati generosamente l’Erasmus e il Placement, proprio per creare una rete anche alla S.U.N.

Esposito: Per rendere l’università migliore bisogna che lo Stato investa più risorse nella ricerca, infatti gli atenei vengono giudicati in base alla produzione accademica che la ricerca porta. Se si fa questo l’università italiana può essere competitiva anche in ambito europeo ed internazionale, con il beneficio di non dover più assistere ad una emigrazione degli studenti italiani all’estero ma semmai l’inverso.

Iannillo: Innanzitutto serve che ci sia una precisa volontà politica da parte di chi governa nel valorizzare l’università italiana, visto che ad oggi si è vista l’istruzione solo un bacino dove tagliare e reperire i fondi. Quindi è necessaria una battaglia culturale all’interno del nostro Paese affinché la cultura diventi un tema fondamentale, poi è ovvio che i livelli di finanziamento alla ricerca devono essere in linea alla media europea, visto che ad oggi investiamo il 3% del PIL contro il 5 di media europea.

-        Il CNSU è un organo che può avere un certo peso per quanto riguarda i progetti di finanziamento e di riordino previsti dal Ministero dell’Istruzione. Può quindi diventare una risorsa fondamentale per una riforma vicina alle istanze degli studenti dopo la riforma Gelmini che ha imposto parecchi tagli all’istruzione e alla ricerca?

Ciardulli: Chiunque sarà eletto al CNSU ovviamente si impegnerà per una riforma che preveda più fondi all’università. Questo purtroppo è un periodo di crisi dove sono stati tagliati molti settori e tra questi anche l’università. Io mi impegnerò non solo per avere più fondi ma anche per far in modo che questi fondi vengano spesi in maniera sensata. I fondi dovranno essere canalizzati sulla ricerca, sulle strutture e sulla costituzione di una rete di cui ho parlato prima per il dopo università. Questi per come la vedo io sono i punti su cui più si dovrà battere.

Esposito: Il CNSU può dare voce a chi vive ogni giorno l’università ovvero gli studenti. L’ultima riforma Gelmini ha cambiato solo l’organizzazione che ha riguardato esclusivamente il corpo docente, c’è stato un accanimento nei confronti della struttura organizzativa andando a cambiare i Dipartimenti ed i Corsi di Laurea senza però migliorare effettivamente l’offerta formativa, noi vogliamo cambiare rotta mettendo al centro della nostra azione la qualità della formazione, dell’istruzione e soprattutto dell’accesso allo studio, tema per noi assolutamente prioritario.

Iannillo: Prima cosa dobbiamo misurarci con l’insufficienza del CNSU, che deve essere cambiato altrimenti risulta inutile, deve avere un parere obbligatorio verso i temi universitari. Il CNSU durante la riforma Gelmini espresse parere favorevole perché la maggioranza del Consiglio era di destra e venne usato dal Ministro per dire che gli studenti volevano la riforma mentre la realtà era ben altra. Noi al CNSU in merito di riforma chiederemo immediatamente l’abolizione della legge Gelmini e ci opporremo a qualunque decreto attuativo che verrà presentato.

-        Verso quale direzione le riforme dell’istruzione dovrebbero concentrarsi per indirizzare l’università verso il mondo del lavoro e superare questo baratro che da troppo tempo si allarga? Che ruolo può giocare il CNSU in questa partita?

Ciardulli: Come ho già accennato prima è necessario costruire una rete tra università e aziende per immettere i giovani laureati nel mondo del lavoro. La laurea deve essere un valore aggiunto nei confronti di chi non è laureato. L’università può creare un ponte con le aziende tramite stage formativi, di cui penso che gli studenti siano ben disposti a cogliere l’opportunità per valorizzare il proprio curriculum, ovviamente gli stage dovranno prevedere delle retribuzioni basilari in modo che gli studenti non siano poi sfruttati.

Esposito: Per connettere il mondo dell’università con il mondo del lavoro bisogna fare una cosa molto coraggiosa, ovvero rivedere la formula della laurea 3+2 e soprattutto il modello della laurea magistrale, bisogna ripensare questo modello rifacendoci a quello che succede oggi in Europa dove la laurea magistrale viene chiamata master, con un anno di esami ed un anno di attività lavorativa legata alla pertinenza del campo di studi, in Italia dovrebbe essere così con il primo anno di esami e il secondo anno composto da stage e tirocini mirati e soprattutto formativi.

Iannillo: Prima di tutto penso che l’università non debba strutturarsi in funzione dell’ingresso al mondo del lavoro altrimenti si rischia un inserimento dei privati all’interno dell’università pubblica con il risultato che alcune facoltà con realtà più aziendali ed industriali come farmacia e ingegneria ricevano ingiustamente maggiori fondi rispetto ad altre facoltà. Poi è evidente che va trovata una soluzione per facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro per chi esce dall’università, e questo si può fare combattendo con forza la precarietà e attivandosi per l’istituzione di una sorta di reddito di cittadinanza per chi attende di essere assunto.

-       La partecipazione alle elezioni universitarie è spesso molto bassa perché molti studenti le vedono inutili. La maggior parte di loro infatti frequenta l’università semplicemente seguendo i corsi e dando gli esami senza partecipare attivamente alle discussioni e alle problematiche universitarie. Secondo te come si può porre rimedio e coinvolgere gli studenti verso le necessità a loro vicine?

Ciardulli: Secondo me questo è dovuto dal fatto che molte persone vedano la politica come un mondo di favole, nel senso che i candidati spesso fanno promesse che non si realizzeranno mai. La colpa è anche dalla sfiducia verso la politica nazionale e locale. Personalmente però alla S.U.N. vedo che c’è grande attivismo all’interno della politica universitaria visto che abbiamo una delle percentuali più alte con 11mila persone che vengono a votare. Questo per noi è un vanto perché significa che abbiamo dato sempre un motivo agli studenti per venirci a votare.

Esposito: Per riavvicinare gli studenti alla politica universitaria dobbiamo dar loro dei risultati, che non devono essere cose di tutti i giorni come cambiare un appello o rimandare un esame, questo è troppo poco. Bisogna cercare come rappresentati di invogliare gli studenti alla partecipazione di un movimento di cambiamento. Oggi i movimenti di piazza sono finiti nelle piazze, dobbiamo portare concretamente il nostro apporto nelle istituzioni se vogliamo cambiare le cose soprattutto qui al Mezzogiorno, se riusciremo nella nostra battaglia per il diritto allo studio sono sicura che gli studenti si riavvicineranno alla politica universitaria.

Iannillo: Questo è un fenomeno molto più ampio del discorso universitario visto che in Italia abbiamo una crisi della partecipazione politica da parte dei cittadini. All’interno delle università abbiamo il problema che molti sfruttano le elezioni universitarie per fare carrierismo personale o usare organi come il CNSU come trampolino di lancio verso la politica. I rappresentanti devono avvicinare gli studenti all’attivismo universitario altrimenti rimarranno soli ed autoreferenziali. Questa bassa partecipazione può essere spiegata dal fatto che  molti rappresentanti usano la loro posizione di potere per lucrare sui fondi dell’università con progetti inutili, e quindi gli studenti si sentono demotivati nel partecipare quando vedono questi sprechi.

-       Chiudiamo la nostra intervista con un appello. Cosa ti senti di dire agli studenti che ancora non hanno preso posizione per convincerli a votare per te?

Ciardulli: Io credo che chi mi conosce, e chi può chiedere di me in giro, sa quanta passione e quanto impegno ci metto ogni giorno per la politica universitaria. Siamo riusciti ad ottenere grandissimi risultati, siamo forse uno dei pochi atenei in Campania ad avere la mora dilazionata ed il blocco delle tasse per i prossimi tre anni. Io ci ho sempre messo la faccia e il mio impegno per gli studenti e sono soddisfatto di questo.

Esposito: Io chiedo agli studenti di interessarsi attivamente a queste elezioni visto che si andrà a formare la componente giovanile del Ministero dell’Istruzione, quindi i diretti interlocutori del Ministro dell'Istruzione e della Ricerca. Votate con cognizione di causa, leggete attentamente i programmi e andate a votare in totale libertà secondo la vostra coscienza senza influenze esterne.

Iannillo: Io sento di dire che innanzitutto la nostra è una candidatura differente, che nasce dalla mobilitazione delle piazze dove in questi ultimi 3 anni siamo scesi per dire il nostro no alla legge Gelmini, a dire che bisogna aumentare i fondi per le borse di studio e per le mense scolastiche. Vogliamo aggiungere un nuovo strumento alla mobilitazione che sia la rappresentanza all’interno del CNSU per portare in quell’organo il frutto delle nostre manifestazioni a difesa dell’università pubblica e dei diritti degli studenti.


Raffaele Ausiello
Remo Grasso